Henkel, mancano ormai pochi giorni alla chiusura

Presidio alla Henkel di Lomazzo (Como) per protestare contro la chiusura dello stabilimento

Fine giugno si avvicina.
Mancano esattamente 23 giorni e la Henkel di Lomazzo chiuderà i battenti, salvo colpi di scena dell’ultima ora.
Purtroppo le notizie, o meglio le non notizie, sono poco incoraggianti. Tutti i tentativi di avere un faccia a faccia con la dirigenza dell’azienda tedesca non hanno dato esiti ed è calato il silenzio.

Non ovviamente la preoccupazione per le decine di famiglie coinvolte dalla crisi del polo industriale. L’ultimo tentativo al fotofinish lo sta cercando di mettere in essere il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Erba. «Sto richiedendo una audizione in Commissione 4, quella che si occupa nello specifico di questi casi, per riuscire finalmente a comprendere dall’azienda le reali intenzioni. O meglio se è almeno percorribile il tentativo di rinviare la decisione di serrare tutto al superamento consolidato della fase emergenziale – spiega Erba – Ciò che preoccupa è il fatto che in passato gli unici contatti con l’azienda ci siano stati con i dirigenti italiani. Noi puntiamo a dialogare con vertici tedeschi. Speriamo si riesca. Il tempo scorre».

Intanto nei prossimi giorni ci sarà un ulteriore confronto tra sindacati e politici, giusto per capire la situazione. Vere novità purtroppo non se ne intravedono all’orizzonte. «Tutto è per ora in stand by – spiegano dalla Cgil – Si sta facendo ovviamente il possibile per cercare almeno di ritardare la chiusura e avere il tempo per preparare eventualmente il dopo crisi e la procedura di mobilità per i dipendenti».

Lo stabilimento di Lomazzo, va ricordato, è attivo dal 1933 e la notizia della chiusura è arrivata lo scorso 11 febbraio. A rischio circa 160 lavoratori tra dipendenti assunti dall’azienda e quanti operano nell’indotto. Purtroppo in questi mesi la mobilitazione di sindacati, politici e lavoratori non ha portato ad alcun risultato. Inutile anche l’intervento del console Pierluigi Ferraro, che si era recato presso la sede della casa madre di Henkel a Düsseldorf nel tentativo, vano, di interessare l’azienda.

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