Il futuro della Camera di Commercio: «Manca ancora una strategia precisa»

La sede della Camera di Commercio di Como

«Il limite della composizione della giunta della Camera di Commercio unificata è stato di assegnare posti senza avere una strategia in testa. È mancato il dopo. E tuttora mancano la visione e il luogo dove questa visione possa germogliare». Il segretario generale della Cgil di Como, Giacomo Licata, interviene nel dibattito che il Corriere di Como ha aperto sul futuro dell’ente di via Parini.
Il punto di partenza della discussione è stata la nomina di Gloria Bianchi al coordinamento del rinascente Tavolo per la competitività della provincia di Como. «Il nostro giudizio sull’esperienza pregressa del Tavolo è positivo – dice Licata – soprattutto nella sua prima fase quando, nel pieno della crisi, svolse un ruolo di traino per il territorio. È giusto, quindi, che quell’esperienza sia ripresa. Ma poiché sono le persone a fare la storia, ciò che succederà nei prossimi anni dipenderà dalla capacità degli attori in campo di alzare lo sguardo, e non più preoccuparsi soltanto del proprio orticello».
In questo senso, il segretario della Cgil lancia un segnale critico alle «grandi associazioni di categoria che, in questi mesi, non hanno appunto alzato lo sguardo, non hanno dato visione, limitandosi a ripetere formule già sentite. Anche la Confindustria di Aram Manoukian, che in 6 mesi fa non ha ancora trovato il tempo di incontrare il sindacato. Può sembrare strano, ma non abbiamo avuto sinora il piacere di conoscere il nuovo presidente di via Raimondi».
Dialogo, confronto, visione sono anche le parole utilizzate da Marco Mazzone. Il presidente della Compagnia delle Opere di Como, che siede in consiglio camerale, immagina una «Camera di Commercio realmente sussidiaria, capace di recepire i sentimenti e i bisogni che emergono dal basso, dalle imprese soprattutto che sono il vero motore dell’economia». I primi mesi di assestamento della nuova Camera di Commercio sono serviti «a conoscersi – dice Mazzone – ora però ciascuno si tolga la maglietta della sua parte e guardi al futuro in modo unitario. I due territori, Como e Lecco, sono un valore aggiunto. Dobbiamo saper identificare i punti che ci accomunano e fare sintesi delle differenze, indirizzando la Camera di Commercio in una direzione precisa».
A chi spetta il compito di questa manovra? Mazzone è chiaro: «Vedo un ruolo del consiglio sempre più forte. La spinta al cambiamento arriva dal basso, con il lavoro avviato nelle commissioni. La sfida si gioca sulla destinazione delle risorse: bisogna identificare le priorità, a partire da innovazione e formazione, e non disperdere i fondi in mille rivoli, giusto per accontentare tutti».

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