Il governo affronta il problema Campione. Ma sul Casinò non ci sono novità

Campione d'Italia, Casinò.

Si torna a parlare, anche a Roma, di Campione d’Italia, comune travolto da una crisi devastante iniziata con il fallimento del Casinò e proseguita con la pandemia di Covid-19. Giovedì, su richiesta del sindaco Roberto Canesi, si è svolta in videoconferenza una riunione – coordinata dal viceministro all’Economia Antonio Misiani – dedicata alle problematiche dell’enclave. La notizia è stata confermata da un comunicato apparso sul sito del Mef. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto, il viceministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni, il sottosegretario all’Interno Antonio Variati, il segretario generale agli Affari Esteri Elisabetta Belloni e il direttore dell’Agenzia delle Dogane, Marcello Minenna. Un lotto di presenze che fa capire almeno l’interesse del governo per il comune sul Ceresio. Il sindaco ha elencato le questioni aperte: dalla inclusione di Campione nel territorio doganale Ue alle criticità sui servizi fortemente acuite dall’ondata di Coronavirus, dal problema dell’equilibrio di bilancio (il Comune non ha approvato gli ultimi tre preventivi), al tema delle automobili con targa svizzera; dalle patenti per i residenti allo smaltimento dei rifiuti, alla questione dell’imposta locale sul consumo. Nel comunicato, che parla alla fine di «articolata discussione» e di «impegno congiunto» a trovare soluzioni condivise e tempestive, non è stato invece citato il Casinò.

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