Il governo lascia i bimbi dislessici senza aiuto

Sanità – Sul Lario venivano fatte in media 35-40 diagnosi al mese. Ora, a causa della spending review, al massimo 15-17
Verena Bassani (Associazione Vela): «Troppi tagli, visite solo fino a novembre»
Visite dimezzate a causa del taglio dei fondi e liste d’attesa infinite per i bambini comaschi alle prese con la dislessia. «La situazione è improponibile, mi vergogno quando devo spiegarla alle famiglie», dice apertamente Verena Bassani, responsabile dell’Associazione Vela Dislessia di Como.
La dislessia è un disturbo dell’apprendimento che condiziona anche la capacità di leggere. Solo dopo una visita specialistica che certifica il problema, i bambini possono accedere agli interventi
di supporto e sostegno previsti dalla legge, indispensabili per un corretto percorso scolastico.
«Fino a pochi mesi fa, in provincia di Como venivano fatte in media 35-40 diagnosi al mese – spiega Bassani – Ora, a causa della spending review e dei continui tagli dei finanziamenti non siamo in grado di far fronte alla domanda. Garantiamo al massimo 15-17 visite al mese e abbiamo ormai 150 bambini in lista d’attesa. È evidente che questa situazione crea problemi enormi ai bimbi stessi, alle famiglie e al sistema scolastico».
Per la prima visita e la diagnosi di dislessia, sul territorio comasco è possibile rivolgersi a uno degli ambulatori dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, attivi a Como, Cantù, Olgiate Comasco e Menaggio, all’Associazione Vela di Como e, a Lecco, alla Nostra Famiglia di Bosisio Parini.
«In tutti i casi parliamo di professionisti di grande qualità, che fanno davvero il possibile – dice Verena Bassani – Purtroppo, se i fondi non arrivano diventa impossibile operare. Per quanto riguarda l’azienda ospedaliera Sant’Anna, ad esempio, uno specialista della neuropsichiatria infantile è andato in pensione e non è stato sostituito. Ovviamente questo ha ulteriormente peggiorato la situazione».
L’Associazione Vela rischia addirittura di bloccare le visite. «Abbiamo i soldi per garantire la copertura delle visite solo fino a novembre – ammette la responsabile – A dicembre, a meno di positive novità dell’ultimo momento, non faremo alcuna diagnosi. Mi vergogno nel dover spiegare questa situazione alle famiglie ma purtroppo è la realtà dei fatti».
Secondo gli ultimi dati del provveditorato agli studi di Como, il 2,2% degli studenti delle scuole lariane ha una diagnosi di dislessia. «Ma il dato è ampiamente sottostimato – sottolinea Bassani – È ragionevole supporre che il disturbo interessi circa il 5% dei bambini e ragazzi in età scolare. I numeri sono in costante aumento e nei prossimi anni, senza una maggiore attenzione al problema, la situazione diventerà inevitabilmente esplosiva. Non so più quante volte ho scritto alla Regione per sollevare la questione. Ci erano stati garantiti fondi che ora sono stati bloccati e non sappiamo più come muoverci». I contatti con Asl e azienda ospedaliera sono continui. «La collaborazione c’è, e questo è un supporto importante – conclude Verena Bassani – ma anche azienda sanitaria e azienda ospedaliera hanno ben pochi margini di intervento. Voglio chiedere un nuovo incontro il più presto possibile con i dirigenti. Non voglio arrendermi perché è una questione troppo importante, ma senza i fondi necessari non possiamo fare nulla. Stiamo rischiando anche di perdere i professionisti migliori, tutti elementi che vanno solo a pesare sui bambini e sulle loro famiglie. I genitori sono furiosi e la situazione è preoccupante, al limite».

Anna Campaniello

Nella foto:
I continui tagli ai finanziamenti statali per il settore sociale rendono molto difficile l’assistenza ai bambini dislessici sul Lario

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