Il marchio lariano Moncler in borsa da lunedì prossimo. L’impero del piumino scalda il mercato delle azioni

 altBoom di richieste

Quando Remo Ruffini nel 2003 rilevò il marchio Moncler, in pochi avrebbero scommesso che le famose piume degli anni ’80 si sarebbero presto trasformate in oro. Ed è fuor di dubbio che il merito di questo successo mondiale sia da attribuire al re Mida comasco, imprenditore con un gran fiuto per gli affari, oggi detentore del 32% della famosa azienda, che sul mercato potrebbe valere circa 800 milioni di euro.
Nel segno delle “erre” – Renè Ramillon è l’inventore del marchio – in meno

di dieci anni Ruffini ha riportato Moncler ai vertici della moda invernale. Lunedì 16 dicembre l’azienda debutterà sul listino di piazza Affari con un’Ipo (offerta pubblica iniziale) da record: le domande sono 31 volte superiori all’offerta, che tradotto in cifre vuole dire oltre 20 miliardi di euro. Un’euforia simile per lo sbarco di un gruppo non la si vedeva da anni; questo vuol dire che per l’imprenditore lariano il successo è tutt’altro che finito. Il futuro vola verso nuovi mercati su ali di piume dorate. Non dimentichiamo infatti che il 10% dei titoli sarà riservato al Giappone. Il mercato del lusso, a cui certamente Moncler si rivolge, è tutt’altro che in crisi, come dimostrano i numeri che dovrebbero permettere al gruppo di chiudere il 2013 con un fatturato poco inferiore ai 600 milioni di euro, garantendo così un utile che sfiorerà i 100. Ed è ormai noto come Moncler non sia più il piumino dei paninari che indossava anche Remo negli anni di Drive-In e della sua New England, la piccola azienda di Como da cui è partito tutto, ma un capo di moda che possono indossare le signore per una cena di gala o i ragazzini che sciano ad Aspen. Moncler è un simbolo della stagione fredda – non a caso il 75% del fatturato è messo a segno in inverno – che ha conquistato tutti: uomini e donne senza distinzione d’età e confini; le domande di azionariato giungono infatti con pari equilibrio da Europa, Stati Uniti e resto del mondo. E le richieste in borsa arrivano anche dai piccoli risparmiatori.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Remo Ruffini

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