Il matrimonio al tempo della crisi. Meno invitati e spese last minute. Si risparmia anche sui vestiti

alt

La società che cambia
Nei padiglioni di Lariofiere si chiude oggi la kermesse “Viva gli sposi”

(f.bar.) La crisi non spegne il grande sogno. Il matrimonio rimane un appuntamento irrinunciabile per le coppie, almeno a vedere i tantissimi giovani intenti a curiosare tra gli stand di Viva gli sposi a Lariofiere.
La kermesse, giunta alla 21esima edizione, chiude oggi i battenti (orario 10-21). La recessione si è comunque fatta sentire anche in questo settore, modificando le classiche usanze. In aumento, sentendo gli esperti, il numero di sposini che decidono di festeggiare durante la settimana

o nei periodi non tradizionali.
Le location, i ristoranti, il noleggio dei mezzi – dalle auto di lusso fino alle carrozze – hanno infatti costi più bassi rispetto alla più classica giornata del sabato. C’è poi chi nel periodo di bassa stagione – dal 15 ottobre al 15 aprile – applica sconti del 20%. Il tentativo è di prolungare la stagione dei ristoranti, offrendo prezzi vantaggiosi.
Un’altra tendenza diffusa è di prenotare – ovviamente assumendosi il rischio di non trovare più ciò che si sperava – il più tardi possibile, così da poter selezionare fino all’ultimo le proposte migliori.
E infine un ultimo, evidente cambiamento riguarda la lista degli invitati che tende ad accorciarsi. «È questo uno dei lavori più complessi – racconta una coppia di ragazzi, lui 32enne, lei 29 enne – Teoricamente, la prima stesura dell’elenco prevedeva 140 ospiti. A conti fatti, se vogliamo sposarci e, soprattutto, vestirci come ci piace, dobbiamo raggiungere quota 90. Al massimo, quota 100. D’ora in poi sarà questa la nostra missione».
In fatto di location – specialmente sul lago di Como e in Brianza – c’è l’imbarazzo della scelta. Sia di luoghi suggestivi che di menu alla portata di tutti. Si passa comodamente dai 35 euro a testa in semplici agriturismo fino a menu più elaborati. Giusto per fare un esempio, nella location del Castello di Casiglio si possono spendere da 90 euro fino a 250.
C’è poi chi, oltre a offrire il luogo, cura anche i servizi accessori. E così in alcuni ristoranti oltre ai menu a scelta si tenta di invogliare gli sposi con proposte particolari come la spaghettata di mezzanotte o le brioche calde al mattino se la festa dovesse protrarsi a oltranza. Tra i visitatori in fiera non c’è apparente differenza nel budget e nella voglia di divertirsi tra chi ha scelto la Chiesa o il Comune.
Altro settore delicato: le bomboniere. «Stop alla tradizione – raccontano parecchi giovani – Vogliamo stupire gli invitati».
Decisamente curioso a tal proposito quanto proposto da un negozio di Canzo che offre le bomboniere alimentari. Altro passaggio delicato: l’abbigliamento. Per chi ha un budget limitato è possibile noleggiare l’abito.
Mentre chi vuole acquistarlo – è ancora la maggioranza – deve fare più attenzione. Si può oscillare da 1.500 fino a svariate migliaia di euro per la sposa.
Almeno il viaggio di nozze viene però sempre più spesso finanziato da parenti e amici. E anche in questo settore le offerte sono molte. Tra le più curiose quella di una società di veri e propri consulenti di viaggio personali che creano l’itinerario, passo dopo passo, insieme con gli sposi.

Nella foto:
Il matrimonio rimane un business, anche se in tempo di crisi le coppie spendono meno

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.