Il ministro Roberto Speranza: Per battere il virus «cambiare i piccoli gesti quotidiani»

Ministro sarà in Senato alle 12

Cambiare le proprie abitudini. A partire dai «piccoli gesti quotidiani», come dare la mano o non avvicinarsi troppo agli altri.
Il tempo del Coronavirus sembra essere di necessità meno empatico. Più freddo, distaccato.
Soltanto così, «mantendendo le distanze», si potrà (forse) sconfiggere il virus. Lo ha ribadito ieri a Milano il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha presieduto una «unità di crisi» convocata per decidere eventuali misure ulteriori in Lombardia.
«Per il governo essere vicino alla Regione Lombardia, al presidente Attilio Fontana, agli assessori, a tutti i nostri medici, infermieri e sanitari che sono in prima linea a combattere il Coronavirus era un dovere – ha detto Speranza ai giornalisti in una conferenza stampa condotta anch’essa a distanza e trasmessa in video – Dobbiamo lavorare insieme, il Coronavirus si può battere».
La sfida è complicata, ha fatto capire il ministro, ma non impossibile. «Si può vincere soltanto se avremo il sostegno di tutti i nostri cittadini – ha detto Speranza – Servono piccoli gesti quotidiani come smettere di abbracciarsi o dare la mano».
La Regione, ha concluso il ministro, «sta facendo tutto il possibile e ha il sostegno del governo nazionale. Siamo uniti in questa battaglia».
Un concetto ribadito anche dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera: «Riusciremo a rallentare e fermare questa emergenza crescente soltanto seguendo gli stili di vita che stiamo continuando a ribadire in modo che diventino caratteristici della nostra vita quotidiana».
L’assessore, a latere della consueta conferenza stampa quotidiana, ha fornito alla stampa anche i numeri aggiornati dell’emergenza Coronavirus in Lombardia. I contagi accertati nella nostra regione sono saliti ieri a 1.820, circa 300 in più rispetto al giorno precedente.
I pazienti ricoverati sono 877 e sono 209 quelli in terapia intensiva, mentre 411 sono in isolamento domiciliare. Le vittime hanno raggiunto quota 73.
«La notizia positiva sono i 250 pazienti dimessi», ha sottolineato Gallera, annunciando anche che l’ospedale militare di Baggio è pronto ad accogliere i pazienti dimessi che devono restare in isolamento e non hanno la possibilità di farlo al proprio domicilio.

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