Il mondo cambia, il Lario no

Il Comune di Como acquistò la Ticosa nel 1982: c’era ancora il Muro di Berlino
Fischi e ironia alla presentazione del tunnel-lumaca. A Valsolda e dintorni -dove hanno la memoria lunga – non si sono formalizzati troppo quando è stato il momento di ricordare alla gente che conta che la questione andava avanti dal 1987. E che dire della Ticosa, con il Comune che acquistò la struttura nel 1982? Più recente il via della questione del Palababele di Cantù, il cui progetto esecutivo è del 1990.
Altri tempi davvero. Quasi ere geologiche, a ben guardare. Perché ci sono questioni che si stanno ancora protraendo, è il caso della Ticosa, che hanno preso il via nel 1982, esattamente trent’anni fa. L’anno dei Mondiali di calcio in Spagna vinti dall’Italia, di Sandro Pertini presidente della Repubblica che esulta a fianco degli azzurri e del “vecio” Enzo Bearzot, del film E.T., di Ronald Reagan presidente degli Stati Uniti e della morte di Gilles Villeneuve durante le prove del Gran premio del Belgio di Formula 1.
Ebbene, nel “famoso” 1982 il Comune di Como acquistò l’ex Ticosa. E come tutti sanno la questione legata alla zona della ex tintostamperia rimane ancora aperta.
E di cose ne sono cambiate in questi anni. Ma non la fase di stallo che riguarda la Ticosa appunto.
Nel 1982 c’erano i paesi del blocco comunista ad Est, che ora non c’è più, era ben solido il Muro di Berlino. E le centrali nucleari non erano ancora una preoccupazione. Almeno fino al 1986, quando ci fu l’incidente alla centrale di Chernobyl, in Unione Sovietica – oggi in Ucraina. Il 1986, appunto; proprio in quel periodo si parlava del tunnel di Valsolda, con il progetto che poi partì nel 1987.
E non si sta parlando di un’altra galleria, ma di “quella” galleria, che è stata inaugurata pochi giorni fa. Anche in questo caso c’era ancora il Muro di Berlino. E al governo dell’Italia c’era Bettino Craxi, che però diede le dimissioni nel mese di marzo. Il 1987 – per chi ama la musica – è anche l’anno della vittoria del trio Morandi-Tozzi-Ruggeri a Sanremo con il brano “Si può dare di più”, che adesso è considerato un classico, una “old” della musica italiana.
Insomma, roba vecchia, a ben guardare. Ecco perché di fronte a tanta pomposità nell’inaugurazione del tunnel a Valsolda, sono volati i fischi. Perché alla fine chi è nato nel 1987, o anche dopo, è magari già diventato padre o madre. Ma per scavare una montagna e farci passare una strada ci sono voluti ben 25 anni, in cui di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e in cui tante cose sono cambiate.
Quando è invece iniziata la vicenda del Palababele di Cantù, il Muro di Berlino era caduto e il blocco dei Paesi comunisti era in pieno disfacimento, anche se tuttora vivono a distanza di anni problemi seri legati a quel periodo.
Il 1990 – anno in cui passò il progetto esecutivo, era quello dei Mondiali in Italia, delle “notti magiche” cantate da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato. Francesco Cossiga era il Presidente della Repubblica.
Un progetto grandioso, quello del palazzetto di Cantù, di un palazzetto che poi, mentre era già in costruzione, cominciò a diventare una fonte di problemi. Venne lo stop dei lavori, una situazione di stallo durata anni. In mezzo la Guerra del Golfo, l’avvento di Silvio Belusconi sulla scena politica, la nascita dell’Euro, l’attentato alle Torri Gemelle, che avrebbe cambiato la vita di tutti. E lui, il Palababele, lì in mezzo, come una cattedrale nel deserto, con tanti sindaci di Cantù che se lo sono ritrovati senza ben sapere che cosa farne.
Poi, nel 2010, l’abbattimento e ora un nuovo progetto con un impianto che, si dice, dovrebbe essere pronto per la prossima stagione sportiva della Pallacanestro Cantù. Ma sarà vero? Ai posteri l’ardua sentenza….

Massimo Moscardi

Nella foto:
Un momento dell’inaugurazione della galleria di Valsolda (foto Mv)

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