Il Natale in città è un grande business. Il sindaco: «Il privato può fare lucro»
Cronaca, Eventi

Il Natale in città è un grande business. Il sindaco: «Il privato può fare lucro»

Da Mario Landriscina un giudizio «positivo» sulle edizioni degli anni scorsi

Un giudizio «positivo» sulle attività svolte negli anni precedenti e l’ammissione che sì, «il privato» organizzatore degli eventi natalizi «può fare lucro». Le piazze e le strade di Como che da novembre a gennaio di ogni anno si riempiono di mercatini e di persone pronte a spendere i loro soldi non sono quindi figlie di un mecenatismo fuori moda, né l’iniziativa di un gruppo di innamorati del capoluogo lariano che tirano fuori dalle loro tasche il denaro necessario a inondare di luci e paillettes la città e i suoi straordinari monumenti.

Piuttosto sono un classicissimo e ovvio business. Un gigantesco affare. Sul quale il Comune di Como dovrebbe vigilare forse in modo più attento rispetto a quanto fatto negli ultimi anni.
Dopo le dichiarazioni molto nette rilasciate ieri al Corriere di Como dal consigliere comunale Alessandro Rapinese sul bisogno di trasparenza nei conti della kermesse natalizia, oggi è la volta del sindaco Mario Landriscina. Che seppure preso da molte faccende (compresa la riunione di giunta) ha trovato il tempo di rispondere brevemente ad alcune domande e ad alcuni rilievi sollevati da questo giornale e relativi in particolare al profilo economico-finanziario di un evento di cui non si conoscono i bilanci in dettaglio.

«Occorre specificare che la procedura di gara per l’affidamento della concessione non è ancora conclusa, dal momento che la commissione si riunirà nei prossimi giorni», premette il sindaco. E in effetti, le manifestazioni del Natale in città non hanno ancora un “padrone”, sebbene una sola offerta sia giunta in municipio: quella, si pensa, del Consorzio Como Turistica, lo storico organizzatore della Città dei Balocchi.

Sindaco, come si fa a stabilire il valore della concessione, che il Comune ha fissato in 400mila euro annui?
«Il valore è stimato dall’ufficio turismo di Palazzo Cernezzi sulla base di quanto disposto dal cosiddetto Codice dei Contratti» (il decreto legislativo 50 del 2016, ndr).

Se si scoprisse che il valore della concessione è superiore a quello indicato, che cosa succederebbe?
«La procedura della concessione è valida sino ai 2,5 milioni di euro».
Al privato è concesso fare lucro? E fino a quanto?
«Sì, l’organizzatore della manifestazione, ovvero chi riceve la concessione, può fare lucro, ma deve dichiarare fino all’ultimo centesimo».
In che senso?
«È previsto nel capitolato di gara, all’articolo 8, l’obbligo entro due mesi di presentazione di un rendiconto finanziario dettagliato e analitico dell’iniziativa, controllato e convalidato da un revisore dei conti».
Molto si è discusso, negli anni scorsi, sul caos che eventi del genere causano alla viabilità cittadina, normalmente già molto congestionata. Proprio dal capitolato emerge che gli interventi sulla viabilità a carico del concessionario sono quasi nulli. Perché questa scelta?
«Sulla viabilità abbiamo ritenuto importante una massiccia attività di comunicazione su tutte le modalità di arrivo in città con i vari mezzi di trasporto».
Come considera la qualità degli eventi proposti negli ultimi anni dagli organizzatori della Città dei Balocchi?
«Il mio giudizio sugli anni passati è positivo».

7 settembre 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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