Il nuovo partito è pronto

altLa rivincita è un piatto che si assapora freddo. Come la vendetta, di cui ha le sembianze senza tuttavia averne assimilato i tratti più crudeli. La rivincita dei formigoniani lombardi e comaschi, esclusi ed emarginati dal Pdl dei falchi soltanto pochi mesi fa, alla vigilia delle elezioni politiche, è stata servita – sia permesso questo accostamento un po’ irriverente – da un cameriere d’eccezione: Silvio Berlusconi. Che con il funambolico cambio di rotta di ieri al Senato ha di fatto aperto

le porte della ormai imminente scissione.
In realtà, la componente ciellina del partito personale del Cavaliere non ha mai smesso di lavorare.
Soprattutto in Lombardia – terra di fortissimo insediamento sociale per i seguaci di don Luigi Giussani – molti amministratori locali ed ex dirigenti di Forza Italia e Pdl hanno continuato a produrre politica, in forme diverse dal passato ma non per questo meno efficaci.
La nuova situazione che si è creata in queste ore trova quindi terreno fertile. E la conferma giunge dall’uomo probabilmente più rappresentativo della galassia formigoniana sul Lario: l’ex sindaco del capoluogo, Stefano Bruni.
Raggiunto al telefono del suo studio di commercialista, lavoro su cui si è nuovamente tuffato a tempo pieno dopo la lunga esperienza amministrativa, Bruni commenta con la solita lucidità gli avvenimenti delle ultime ore.
«Berlusconi ha fatto bene a tornare sui propri passi – dice – Ha capito come insistere sulla strada che portava dritto contro un muro non sarebbe servito, anzi: sarebbe stato dannoso». Il passo indietro del leader è stato dettato e quasi imposto dai dissidenti, i quali – spiega l’ex sindaco di Como – «hanno fatto bene a forzare. Era certamente una valutazione difficile, ma di fronte a quanto accaduto in questi giorni non si poteva far finta di nulla».
Bruni non accetta la convenzionale lettura «in politichese». La rottura con Berlusconi si è consumata, a detta dell’ex primo cittadino del capoluogo lariano, «sul tema del bene comune, che è parso calpestato. E non è stata soltanto Cielle a cambiare posizione. Forse non si poteva più traccheggiare, direbbe Bersani».
Cambio di marcia, quindi. E cambio di direzione. Anche piuttosto brusco. Una virata che potrebbe portare presto alla nascita di un nuovo partito.
Su questo punto, Stefano Bruni non offre molte certezze, ma dà indicazioni chiare. «In questo momento – dice – c’è un partito nuovo o ricostituito (Forza Italia, ndr). Sbaglia quindi chi afferma che si è aperto un vuoto. Peraltro, il vuoto in politica non c’è mai. Il punto è comprendere che cosa debba o possa essere questo nuovo movimento politico».
L’auspicio dell’ex sindaco di Como va nella direzione di una «formazione centrista e più democratica, in cui Berlusconi abbia un ruolo diverso dal passato. Nessun altro ha il carisma del Cavaliere, ma oggi pesano molto anche l’età e i problemi che tutti conoscono». Insomma: Silvio Berlusconi padre nobile di un partito diverso, più aperto e democratico e meno personale, direttamente ispirato ai valori dei Popolari Europei.
Intanto, però, così come confermato ieri sera dallo stesso Roberto Formigoni su La 7, a Otto e mezzo, «in dissenso politico» stanno comunque nascendo nuovi gruppi parlamentari, dai quali è facile immaginare che possano gemmare presto gruppi dirigenti locali e regionali «eletti democraticamente».
«Noi non abbiamo mai smesso di fare politica – dice adesso Stefano Bruni – abbiamo continuato a fare un’attività molto sotterranea, tenendo insieme amministratori locali e altre persone, anche in contatto con realtà analoghe». Un lavoro finalizzato a «essere pronti» qualora dovesse «arrivare il nuovo soggetto politico».
Pronti, quindi, a mettersi in gioco con un movimento diverso da Forza Italia. Che abbia caratteristiche diverse dal partito che in queste ore si sta sfaldando. E qui Bruni si toglie un piccolo, grande sasso dalla scarpa.
«In questo momento il partito locale è più bulgaro che mai – afferma – Ciò avviene a causa del sistema di governo del Pdl in Lombardia che è stato un po’ settario. In pochi hanno capito quanto pochi fossero i falchi fuori dai palazzi romani».
«Siamo pronti e aspettiamo», aggiunge l’ex sindaco di Como. Che intanto annuncia per le prossime settimane la nascita di una scuola di formazione politica in città. Una scuola che è stata organizzata dall’associazione “L’Incontro” (di cui lo stesso Stefano Bruni è presidente) e rivolta a una trentina di giovani.

Da. C.

Nella foto:
Silvio Berlusconi, leader del centrodestra, ieri ha spiazzato tutti dichiarando in Senato di voler votare nuovamente la fiducia al governo del premier Enrico Letta

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