Il Pd di Epifani riparte dal locale

alt Il numero uno del partito a Cantù
Il segretario: partito fragile, cambi la classe dirigente

Sei anni di crisi e non si vede la fine del tunnel. Giovedì sera, sul palco della “Festa Democratica” regionale a Cantù, è salito il segretario nazionale del Pd Guglielmo Epifani, che ha tracciato il quadro complessivo della situazione economica e politica dell’Italia.
«Anche i primi mesi del 2014 – ha preconizzato – non saranno positivi. Tuttavia, non c’è alternativa a questo periodo che stiamo vivendo, non possiamo stare fuori dal tempo», ha aggiunto Epifani per giustificare la

scelta del Pd di creare una squadra di governo con il Pdl.
«Speravamo di vincere le elezioni, non è stato così e al momento della formazione del governo avevamo solo due possibilità: trovare un accordo con un’altra forza politica o tornare alle urne» ha dichiarato l’ex segretario della Cgil.
La decisione di dare vita a un governo di larghe intese con Berlusconi è stata dettata dal forte senso di responsabilità che caratterizza il Pd, ha spiegato il segretario, ma se è un «governo di servizio, tutti vi devono concorrere» ha sbottato, riferendosi in particolar modo alle recenti minacce del partito di Berlusconi di far cadere il governo.
E sulla dichiarazione del viceministro dell’Economia Stefano Fassina, «esiste un’evasione di sopravvivenza», a Cantù Epifani ha chiarito che quella non era «una giustificazione» ma «una constatazione».
Tra i nodi da sciogliere ci sono anche gli equlibri di potere nel partito. Tramite il congresso nazionale del Pd, previsto entro l’anno, Epifani vuole ripartire «dal basso, e cioè dai circoli locali, dalle province e dalla regioni per ridare identità al partito, che è troppo fragile, e rinnovare la classe dirigente».
Il successore di Pierluigi Bersani non ha però nascosto a Cantù le difficoltà che si celano dietro ai primi cento giorni dell’alleanza con un partito di centrodestra diverso per storia e valori. Ha però anche ribadito «l’impossibilità di rifuggire dalle responsabilità che obbliga il Pd ad attribuirsi l’onere di governare questa fase per condurre il Paese fuori dalla recessione».
Non sono mancati messaggi di speranza e fiducia sull’operato del premier Enrico Letta, che secondo Epifani ha avuto il merito di riacquistare credibilità in Europa, da cui dipendono le soluzioni per uscire dalla morsa della crisi.
Sul palco con Epifani c’era il coordinatore del Pd lombardo Alessandro Alfieri. La tragica situazione economica in cui è attanagliato il Paese, ha sostenuto, implica una forte responsabilità dei soggetti politici. «Per questo – ha dichiarato – è necessario che il partito sia radicato nel territorio».

Giorgia Amarotti

Nella foto:
Epifani sul palco della festa di Cantù (Mv)

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