“Il pretore di Cuvio” di Piero Chiara sarà un film

Il romanzo “comasco” del grande scrittore di Luino
Sarah Maestri tratta con gli eredi per la versione cinematografica del libro prevista nel 2013
L’unico grande romanzo di Piero Chiara che non sia ancora stato portato sul grande schermo diventerà presto un film. È Il pretore di Cuvio, uscito nel 1973, e ambientato, oltre che in provincia di Varese, anche nel Comasco. È la storia appunto di un pretore, Augusto Vanghetta, ossessionato dal sesso. Tanto da essere «sempre indaffarato a visitar femmine», nonostante l’aspetto tutt’altro che invitante. «Alto poco più di un metro e mezzo, curvo e quasi gobbo, già grasso e occhialuto a vent’anni, e simile a un coleottero o a uno scarabeo stercorario per la sua tendenza a cacciarsi nel sudicio», annota l’irresistibile penna di Chiara. Intrisa di veleno ma al tempo stesso, in questo romanzo, di pietà per le sorti degli umani. Augusto riesce ad avere comunque successo costante presso vari generi di donna, dalla perpetua alla nobile. Ma riceverà uno smacco dalla consorte, cornificata per anni: non più giovane, concepirà un figlio proprio grazie al giovane assistente del marito, tra le cui braccia, e sotto lo stesso tetto, troverà vero amore.
L’apprendistato erotico di Vanghetta avviene a Como: i primi passi nella professione forense li compie tra Cantù ed Erba. E in città, nei postriboli della malfamata zona attorno al Duomo – il romanzo è ambientato negli anni Trenta, nei primi anni del fascismo – Vanghetta (nomen omen?) si reca di buon mattino, grazie a speciali “pass” per accedere alle grazie delle ospiti prima dell’ora di apertura ufficiale. A Cuvio, nel Varesotto, spera poi di trovare potere e agi nella tipica sinecura di provincia dove coltivare frenetiche copule. Ma sarà sempre circondato da voci e nomignoli, come quel «pattavuncia» che ironizza sul suo vestiario e sulla sua scarsa amicizia col sapone.
Il romanzo, che superò le 100mila copie vendute, venne presentato da un risvolto editoriale – non firmato – del comasco Giuseppe Pontiggia, illustre lettore per Mondadori. Ed è sempre un comasco da tempo colonna del gruppo editoriale milanese, il critico Federico Roncoroni – amico e collaboratore di lungo corso di Chiara – a essere oggi coinvolto nell’operazione che porterà dal romanzo al film. A Roncoroni, infatti, in quanto curatore dell’Archivio Chiara per conto degli eredi del grande scrittore luinese, si è rivolto chi si occuperà della traduzione dalla pagina all’immagine, per le pratiche concernenti i diritti cinematografici e televisivi. E, a quanto pare sarà un film a “filiera corta”, questo Pretore. Perché a trattare con gli eredi Chiara, attraverso Federico Roncoroni, è colei che impersonerà nel film la moglie di Augusto. È Sarah Maestri, luinese proprio come Chiara, giunta al successo grazie al film Notte prima degli esami di Fausto Brizzi.
Nonostante nell’Archivio Chiara siano conservati ben due trattamenti cinematografici del romanzo (lo scrittore avrebbe voluto come protagonista il cantore della lombardia popolare Nanni Svampa), si partirà da una sceneggiatura ex novo. Il film dovrebbe uscire nel 2013, giusto per il centenario della nascita del narratore.
«Come rappresentante delle volontà di Chiara e curatore del suo edito e del suo inedito, voglio tenere viva la memoria dell’autore – dice Roncoroni – Il cinema lo ha danneggiato. Tranne Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada eLa stanza del vescovo di Dino Risi, non ha affatto saputo rispettarlo. Sarah mi sembra attrice di tale sensibilità da dare ogni garanzia necessaria affinché l’operazione sia nel segno della fedeltà assoluta allo spirito di Chiara».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Sarah Maestri, l’attrice luinese giunta al successo con Notte prima degli esami

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