Il primario del Valduce: «Shaboo, effetti irreversibili»

Cristalli di shaboo

Danni devastanti e irreversibili. Degli effetti dell’assunzione dello shaboo, la droga sintetica sequestrata lunedì nel corso di una maxi-operazione dei carabinieri di Como, ha parlato ieri al telegiornale di Etv Mario Guidotti, primario di Neurologia al Valduce.
«Si tratta di una metanfetamina che libera immediatamente dosi molto elevate di dopamina – ha spiegato Guidotti – Un neurotrasmettitore che disinibisce diversi circuiti cerebrali. Così vi è una pericolosità sia per l’individuo sia sociale». Chi assume shaboo cancella una serie di istinti. Diventa aggressivo. «Già dopo due o tre dosi – ha aggiunto Guidotti – si rischia la dipendenza. Vengono alterati sonno e capacità di apprendimento, fino a una demenza molto rapida».
Chi sniffa shaboo ha comportamenti inequivocabili, veri e propri campanelli d’allarme. «C’è anche una mimica particolare degli assuntori – ha detto il primario del Valduce – Perché viene alterata la capacità facciale di esprimere i sentimenti. Situazioni che non permettono di fare subito una diagnosi, ma che devono destare allerta». Oltre all’insonnia e all’aggressività i dipendenti da shaboo cambiano i connotati. «Non solo – ha aggiunto Guidotti – Sono incapaci di stare fermi, di rasserenarsi, di ricevere ordini anche semplici, oltre che di dormire. La disintossicazione è più difficile che per altre sostanze. Va effettuata solo nei centri specializzati e attrezzati in questi trattamenti. L’importante è intervenire prima possibile, perché poi non si potrà più tornare indietro. I danni sulle cellule cerebrali e sui circuiti sono permanenti» ha concluso il primario.

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