Il regolamento di polizia locale si tinge di giallo

Consiglio comunale di Como

Regolamento di polizia locale, avanti adagio. E intanto la vicenda si tinge di giallo. Nella serata di consiglio di martedì – caratterizzata dalle proteste dei genitori degli alunni della scuola di via Perti il cui destino sembra incerto e di cui scriviamo a pagina 2 – la discussione sul diluvio di emendamenti al documento voluto dall’assessore Negretti è partita a rilento. Vero tema della serata un presunto accordo tra la stessa Negretti e il consigliere Rapinese per arrivare celermente all’approvazione del documento.
Martedì, intanto, solo una decina di emendamenti sono stati analizzati e votati. Nulla se si pensa che da scalare c’è ancora una montagna formata da più di 100 richieste di modifiche. Ma, come detto, la serata è stata significativa guardando al disegno politico che potrebbe prendere forma. Nel mirino Alessandro Rapinese che ha in più occasioni dichiarato – laddove i suoi emendamenti dovessero passare – di essere favorevole al regolamento e di votare per l’approvazione. E così sembra stia accadendo anche in considerazione del fatto che molti “abitanti” di Palazzo avrebbero visto Rapinese a colloquio privato con l’assessore Elena Negretti. «Da come è partita la discussione e la votazione sui primi emendamenti, alcuni presentati da Rapinese, che hanno ottenuto subito il via libera, sembrerebbe esserci un sempre più chiaro accordo politico tra la maggioranza e Rapinese – spiega il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Fanetti – A prescindere dalle strategie, mi sembra comunque che questa maggioranza sia sempre di più in agonia, basta vedere il comportamento di Forza Italia sempre più spesso in contrasto con le altre forze di governo e che anche in questo caso ha detto di voler giudicare ogni singolo emendamento prima di decidere sulla votazione finale».
Il discorso sottintende – anche se non detto esplicitamente – un altro elemento. La domanda che si rincorre è perché, con Forza Italia non proprio in perfetta sintonia con l’operato della giunta Landriscina e con invece le minoranze compatte sul tema del regolamento di polizia, una forza come quella rappresentata da Rapinese non abbia colto l’occasione per aprire ancora di più quella evidente frattura che ormai sembra essersi insinuata in maggioranza. Una prima risposta, dalla portata dirompente, arriva non dai banchi delle opposizioni ma direttamente da Forza Italia. «L’impressione chiara, osservando l’atteggiamento di Rapinese, è che punti a entrare in maggioranza – dice il capogruppo dei forzisti Enrico Cenetiempo – La resa dei conti ci sarà quando arriveremo alla votazione finale. In quell’occasione tutto prenderà forma. Da parte nostra queste continue lungaggini non fanno altro che rimarcare come avessimo ragione noi quando sostenevamo che forse era meglio ritirare il documento, riunirci insieme per correggerlo, risolvendo le criticità in 5 minuti invece che far passare delle settimane».
Considerazioni, quelle sul suo presunto piano politico, che non piacciono ad Alessandro Rapinese. «Si tratta di un documento troppo importante e vitale per la città per fare delle polemiche – dice Rapinese – È da criminali sottrarsi a un simile impegno, tutto qui, e chi pensa che io stia facendo il gioco della maggioranza è fuoristrada. Anche perché la mia visione di Como non è come quella che c’era in stazione ormai un paio di anni fa che piace al centrosinistra (i migranti accampati, ndr). E inoltre vorrei ricordare che la mia lista si chiama “Rapinese sindaco”, non assessore».

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