Il regolamento sugli asili nido può attendere

Comune di Como

Nel marasma dell’ultima, travagliata seduta di consiglio comunale si discuteva della contestata modifica al regolamento degli asili nido e della possibile gestione indiretta del servizio. E mentre all’esterno di Palazzo Cernezzi i sindacati protestavano, all’interno prima della sospensione si è andati avanti con la discussione.

L’unica sostanziale novità è l’approvazione di un emendamento del Pd, poi oggetto di ulteriori modifiche che sostanzialmente «prevede che il consiglio partecipi al processo che va verso la gestione indiretta dando criteri generali», spiega Stefano Fanetti (Pd). Che aggiunge: «In sostanza si è così voluto prevedere un passaggio in consiglio comunale che potrà fornire degli indirizzi rispetto alle strutture indicate dal Dup (Documento unico di programmazione) come possibili soggetti a cui affidare in maniera indiretta gli asili». La discussione però come detto è poi saltata e si riprenderà il prossimo lunedì.
Il tema è molto sentito in città e a scendere in strada, già in due occasioni, sono stati i sindacati uniti della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil), insieme al gruppo Civitas, per sottolineare l’emergenza in corso. «Se il consiglio approverà le modifiche al regolamento degli asili nido, la privatizzazione del servizio diventerà un fatto reale, anche se l’assessore continua a negarlo – hanno spiegato i sindacati – Il servizio gestito indirettamente sarà appaltato esternamente con contratti peggiorativi. Ad esempio la retribuzione media di un educatore potrebbe ridursi di 300 euro lordi mensili. La gestione privata di un servizio per sua natura in perdita è una scelta sbagliata. Il privato deve garantirsi un profitto a differenza del pubblico».

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