Il Riesame sull’Agenzia delle Entrate: «Preoccupante contesto corruttivo»

agenzia delle entrate como

L’indagato, «senza scrupolo alcuno e con disarmante naturalezza», avrebbe posto in essere le condotte contestate dalla Procura di Como (pm Pasquale Addesso) «dimostrando una totale indifferenza a quei valori di correttezza e imparzialità che dovrebbero connotare l’operato di un pubblico funzionario, peraltro in un settore così delicato come quello affidato all’Agenzia delle Entrate». A parlare sono i giudici del Tribunale del Riesame di Milano, chiamati a pronunciarsi sulla posizione dell’unico indagato – nella seconda ondata di arresti per presunte tangenti all’Agenzia delle Entrate di Como – che aveva rivendicato l’insussistenza delle esigenze cautelari.
Quasi tutti gli altri indagati – erano in 24 quelli colpiti dall’ordinanza – hanno infatti ammesso le proprie responsabilità, avanzando già proposte di patteggiamento che dovranno essere ratificate in una apposita udienza di fronte al giudice di Como. In cinque devono ancora definire la loro posizione, e tra questi c’è proprio Antonio Silipo, l’ex capo del Settore gestione risorse della Direzione regionale dell’Agenzia in pensione da pochi mesi. È accusato di aver rivelato ad alcuni indagati (tra cui l’ex direttore di Como) che erano in corso indagini proprio sull’Agenzia cittadina. Condotte – scrivevano i pm – di «favoreggiamento, rivelazione di segreti d’ufficio e abuso d’ufficio nell’esercizio delle sue funzioni». Silipo è indagato anche per un presunto aiuto ad uno studio dentistico di Como per una mediazione favorevole che si chiuse con uno “sconto” di 20mila euro «in danno però all’erario». La difesa aveva tuttavia invocato il Riesame, sostenendo appunto l’insussistenza delle esigenze cautelari sia perché i fatti erano del 2017, sia perché l’indagato è ora in pensione.
I giudici milanesi hanno tuttavia respinto il ricorso, evidenziando il «quadro per nulla rassicurante» della «facilità con la quale Silipo si è prestato» ad intervenire nella pratica dello studio dentistico e pure a rivelare delle indagini in corso a Como.
«Condotte gravi, poste in essere con preoccupante disinvoltura in un contesto caratterizzato dall’esistenza di un sistema corruttivo», una premessa che porta a ritenere come debba «escludersi» che queste condotte siano «occasionali, collocandosi invece in un contesto nel quale Silipo era pienamente inserito e sapeva come muoversi».
E nemmeno la pensione ormai raggiunta dall’indagato attenua il quadro a suo carico, perché «ben potrebbe continuare a porre in essere condotte similari anche in modo indiretto, servendosi della rete di contatti sviluppati negli anni con gli ex colleghi e delle conoscenze maturate quando era in servizio». Silipo, dunque, rimarrà ai domiciliari.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.