Il rinascimento sostenibile nell’era del virus: Simona Roveda e una nuova idea di futuro

Ricarica auto elettrica

La crisi della pandemia come occasione per una rinascita più consapevole ed ecosostenibile. Ne è convinta Simona Roveda, direttore editoriale e comunicazione di LifeGate (azienda lariana da vent’anni considerata il punto di riferimento della sostenibilità in Italia e conta su una community di cinque milioni di persone), che ha appena annunciato il sesto Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile.
Una statistica da cui si evince che sono 36 milioni gli italiani appassionati e interessati alla sostenibilità, applicata a comportamenti d’acquisto e ritenuta fondamentale nella visione del futuro.
L’indagine è stata realizzata su un campione di 800 individui rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, con un segmento appartenente alla Generazione Z, tra i 18 e i 24 anni. In particolare, dai risultati della ricerca, si evince come lo stile di vita sostenibile venga applicato nel quotidiano e le filiere responsabili siano privilegiate al momento dell’acquisto.
«Da sempre la nostra parola d’ordine è “sostenibilità” – dice Simona Roveda – e da sempre la coniughiamo con un altro concetto cardine che è “innovazione”. Insomma chi parlava di decrescita felice qualche anno fa non aveva capito che non occorre tornare alle carrozze trainate dai cavalli. Ma incentivare nuovi modelli di mobilità, e usare l’elettrico ad esempio. In altre parole – prosegue Simona Roveda – occorre cambiare gli occhiali con cui vediamo il mondo. La crisi sanitaria ha portato in primis tanti lutti e tanto dolore e sta però generando grandi impatti sociali e anche meno inquinamento: la natura si riprende gli spazi che le abbiamo tolto. Io mi affaccio dal mio studio di Moltrasio e vedo il lago più pulito e attorno animali di ogni tipo che prima stavano lontani. Prima non c’era equilibrio, lavoriamo per mantenerlo».
Occorre quindi ripensare il nostro stile di vita.
«L’economia si sta già orientando in tale direzione e anche i cittadini lo hanno capito come ha evidenziato il nostro osservatorio annuale. Capiscono che il futuro dovrà essere diverso e che ci si deve adeguare, ripensare gli spazi, trovare nuovi paradigmi di consumo e di convivenza con l’ecosistema all’insegna di una più marcata consapevolezza, Noi di Lifegate lo facciamo da vent’anni e casualmente la ricorrenza cade in un anno di grandi cambiamenti per tutto il mondo. Ma da vent’anni accompagniamo le imprese e i cittadini in un cammino di sviluppo che sia sostenibile. E non siamo soli: anche l’alta moda, pensiamo a Giorgio Armani, si orienta verso obiettivi più ecologici. Ora con il coronavirus il cambiamento è diventato ancora più una parola d’ordine, una priorità. E non dobbiamo attendere che parta dall’alto, dalle istituzioni e dai governi: anche le nostre scelte personali possono indurre il sistema delle imprese a fare la differenza in modo marcato. Il consumatore informato e consapevole ha ancor più di prima un grande potere perché decidere il destino di un prodotto può fare la differenza nel benessere individuale e sociale».

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