Il ritorno di Igor Protti sul Lario: «Qui ho ricordi indelebili»

Igor Protti a Como-gennaio 2020

«A Como mi legano ricordi indelebili, importanti per me». Igor Protti è tornato ieri sera sul Lario per la prima volta dopo aver giocato allo stadio Sinigaglia. Lo ha fatto per lo spettacolo “Bella Livorno” all’Officina della Musica, con l’artista Bobo Rondelli.
Ad accoglierlo, un volantino goliardico dei tifosi lariani, che gli hanno ricordato la sconfitta con il Livorno ai playoff di serie C del 2001, con la promozione dei lariani in B.
Protti lo ha guardato con un sorriso e poi ha raccontato: «Ovviamente non ho dimenticato quel bruttissimo giorno, almeno per me che giocavo nel Livorno. Perdemmo ai supplementari con una autorete al 120’. Un risultato che ci ha impedito di salire in B dopo 30 anni».
Però, dopo la successiva promozione tra i Cadetti dei labronici, le due squadre si sono di nuovo incontrate. «In B in casa perdevamo 1-0. In 10 abbiamo raggiunto l’1-1 e in 9 abbiamo segnato il gol del 2-1. Non solo. Al Sinigaglia ci siamo imposti per 3-5 con un gol di Giorgio Chiellini e doppietta di Cristiano Lucarelli».
Ma Protti oggi tiene soprattutto a sottolineare: «Erano gare che avevano sempre un gran calore intorno, da parte di tutti i sostenitori. Li ricordo come tempi bellissimi anche perché poi il Livorno ha raggiunto la serie A. Anni in cui ci si confrontava tra realtà importanti, con tifoserie appassionati. In campo si percepiva l’amore che c’era per le squadre: ciò dava carica e quello spirito che ci deve essere per giocare a calcio, che è fatto anche di queste cose».
L’ex giocatore (tra l’altro capocannoniere in serie A nel 1996 con il Bari) per ora si è concesso uno stop dal mondo del pallone. «Sono fuori dal calcio – spiega – Avevo lasciato il Livorno nel 2005 da calciatore, poi, dopo 11 anni, la squadra è tornata in C e mi hanno chiamato chiedendomi una mano. Sono rientrato come club manager per tre stagioni. Dalla C siamo tornati in B, poi ci siamo salvati con un mezzo miracolo sportivo. A giugno ho lasciato perché ho avuto la sensazione che il mio percorso con la società fosse finito».
Igor Protti parla volentieri del Como di oggi. «Seguo da vicino la serie C. Gli azzurri si trovano in un girone praticamente impossibile con il Monza che è troppo forte per la categoria. Ma poi ci saranno i playoff. Una lotteria per 24 squadre che peraltro qualche anno fa i lariani hanno vinto. Certo, gli scontri saranno con realtà importanti, come ad esempio Reggina, Bari, Ternana o Catania. Lì si comincerà a vedere un calcio importante, di storia e tradizione».
L’ex attaccante, classe 1967, anche dopo anni dal suo ritiro, continua ed essere stimato e ricordato dai fan del football.
«Mi fa molto piacere – conclude – Credo di aver vissuto il mio ruolo in maniera forse anacronistica. Sono stato nel calcio mantenendo quella parte di tifoso che ho avuto fin da bambino, con romanticismo e dedizione. Mi permetto di andare fiero, oltre che dei gol fatti e dei campionati vinti, per aver sempre rispettato la maglia che ho indossato e i sostenitori avversari. Il calcio è bello perché ci sono i tifosi che si sfidano. Senza di loro questo sport perde tutto il suo interesse e fascino. E io, al pari di loro, ho sempre messo passione e cuore».

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