Il secco no dei Cinquestelle a Mario Draghi. Il Pd benedice mentre il centrodestra attende

Sergio Mattarella Mario Draghi

Parlamentari comaschi divisi sull’incarico conferito a Mario Draghi per guidare il governo italiano. Il no più netto è quello del Movimento Cinquestelle, come spiega l’onorevole Giovanni Currò: «Siamo nati proprio dalle pessime azioni politiche di governi tecnici, e da quelle scelte di “lacrime e sangue” che avevano compresso i diritti sociali». Dall’inadeguatezza della vecchia politica sarebbe nato un governo «con a capo un uomo ritenuto il salvatore della Patria. Lo stesso uomo che però è anche ricordato per i “derivati di Stato” che vi invito ad approfondire» dice Currò.
«Troppo facile appoggiare governi tecnici per poi scaricarli quando hanno esaurito il loro mandato, come è troppo facile scaricare un uomo scomodo come Giuseppe Conte» aggiunge.
Diverso il punto di vista della Lega, come esprimono sia Eugenio Zoffili, sia Nicola Molteni. “Non si tratta di una discussione sulla persona – dice Zoffili – ma aspettiamo di conoscere le azioni che vorrà mettere in campo per gestire le emergenze, dalla campagna vaccinale al rilancio economico. Il grido di disperazione che arriva anche dalla nostra provincia va ascoltato». Zoffili interviene poi sul discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riguardo i possibili rischi di una votazione nel pieno della pandemia. «Si voterà presto in Calabria e in migliaia di Comuni, comprese grandi città, da Roma a Milano e Torino. Non mi pare questa una motivazione valida per non chiamare i cittadini a fare una scelta». «Abbiamo assistito per due mesi a uno spettacolo indegno e vergognoso da parte della sinistra, dei 5 Stelle e di Renzi, interessati solo a poltrone e ministeri e non al bene del Paese – fa eco Nicola Molteni – Un teatrino della peggior politica fatto sulla pelle dei cittadini italiani, inaccettabile e irresponsabile. Per la Lega, la via maestra rimane il voto e le elezioni. Nessun pregiudizio su Draghi, siamo disponibili ad ascoltare, capire e fare proposte su ciò che serve al Paese su piano vaccini, piano nazionale di resilienza e ripresa, aiuti a imprese e famiglie e Giustizia» conclude.
È in attesa dei primi passi di Draghi, prima di dare un giudizio, anche l’onorevole di Fratelli d’Italia, Alessio Butti. «Non discuto le qualità tecniche e le competenze di Draghi, ma trovo paradossale che ci sia sempre un motivo per non chiedere il voto degli italiani – dice Butti – Negli ultimi 10 anni abbiamo visto “salvatori della Patria”, ovviamente in senso ironico, mai eletti. Sta diventando una prassi che umilia gli italiani. Comunque vedremo cosa dirà e farà nelle prossime ore. Al momento l’unico aspetto positivo è l’annichilimento politico dei Cinquestelle».
L’unico sì senza indugi per l’ex governatore di Bankitalia e numero uno della Bce arriva dal Pd, con la deputata Chiara Braga. «Dobbiamo essere grati al presidente Mattarella che con l’incarico a Mario Draghi si è fatto carico di indicare una strada possibile per superare la situazione drammatica che si è generata a causa della crisi irresponsabile causata da Renzi e Italia Viva – dice Chiara Braga – Il Pd ha sempre lavorato per scongiurare questa crisi, mettendo al primo posto la necessità di affrontare l’emergenza sanitaria e le sue ricadute economiche e sociali, di utilizzare bene le risorse dell’Europa e costruire un Paese più forte, unito e sostenibile. Siamo pronti a sostenere lo sforzo di Draghi per il governo e vogliamo condividere i passaggi con le forze con cui abbiamo condiviso in questi mesi lealtà e impegno per il Paese, ovvero Leu e M5S».

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