di Marco Guggiari
L’appuntamento di dicembre che ogni anno assegna ai comaschi meritevoli la benemerenza civica dell’Abbondino d’Oro non va inteso come una pura consuetudine. Ha un significato e un valore che è opportuno richiamare. È l’occasione utilizzata per dire grazie e anche per sottolineare esempi di vita. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante in un’epoca piuttosto avara di modelli macroscopici degni d’essere seguiti.
Ripartire dal basso, nel senso del “quivis de populo”, il cittadino qualsiasi che si è distinto e fatto apprezzare nel suo dovere rivolto alla comunità, è quindi oltremodo positivo. Il caso del capoluogo, simile in tutto tranne che nel nome della benemerenza, a quello delle città di Cantù e di Erba (per citarne solo altri due), ha proprio questa finalità, esplicitamente indicata nel regolamento: premiare persone ed enti che hanno giovato a Como, rendendone più alto il prestigio o servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni.
Como celebra i suoi Abbondini e li addita alla pubblica estimazione dal 1984. L’Albo d’Oro è ricco di ottimi nomi, figure luminose che il più delle volte, quasi miracolosamente, sono sfuggite al brutto vizio e alla logica troppo riduttiva della spartizione ideologica del bene: tanto a sinistra, tanto al centro e tanto a destra…
Anche nel 2018 le scelte sono state ottime e “super partes”. Padre Giovanni Bonacina, docente del Collegio Gallio, per l’insegnamento; Luigino Nessi, ex consigliere comunale, per il suo lavoro nel sociale e per lo sport; l’associazione Abio onlus, per l’aiuto prestato ai bambini in ospedale. Tre esperienze degne di riconoscenza e di riflessione per la vita di tutti.
Nel corso del tempo l’Abbondino ha subito aggiustamenti. Secondo le sue varie edizioni e le diverse sensibilità, ha premiato da uno fino a sette personalità ed enti. Il regolamento oggi in vigore stabilisce che le benemerenze possano essere fino a tre ogni anno. Ma due particolarità ne esprimono forse il senso più pieno. La prima: tutti possono segnalare i meritevoli, poi una Commissione valuta e decide. La seconda: il premio può essere revocato per indegnità. Queste due caratteristiche ne accentuano il valore genuinamente popolare e democratico e il tratto impegnativo.
A ben vedere, sono dunque numerosi gli aspetti rilevanti dell’Abbondino che balzano alla mente, se appena ci si dispone a vivere i riflessi della giornata di ieri con un pizzico di attenzione.
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