Il Sociale “kazako”

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Partnership internazionali – Il maggior teatro lariano firma un protocollo d’intesa con il Paese a cavallo tra Europa e Asia

Il Teatro Sociale di Como, grazie al lavoro svolto in questi anni da Barbara Minghetti, presidente dell’As.Li.Co. (l’associazione che lo gestisce da oltre un decennio) nell’ambito del circuito “Opera Europa”, ha raggiunto anche il lontano Kazakistan, Paese sospeso tra due continenti.
Il motivo è presto spiegato. Nei giorni scorsi ad Astana, nuova capitale dello Stato, costruita dal nulla in dieci anni per volere del presidente kazaco Nursultan Nazarbaev (che ha già deciso che alla sua

morte la città prenderà il suo nome), è stato inaugurato uno splendido teatro. Interamente dedicato all’opera lirica, progettato dall’architetto italiano Renato Archetti, è stato edificato in meno di due anni sempre per volere di Nazarbaev, uomo tanto ambizioso quanto melomane.
Per l’inaugurazione dello splendido edificio, che può ospitare 1.250 spettatori, non poteva mancare un’opera italiana, l’Attila di Giuseppe Verdi, interamente prodotta nel nostro Paese dal Teatro San Carlo di Napoli, per celebrare il bicentenario della nascita del “Cigno di Busseto”.
«Hanno una autentica venerazione per l’Italia – ha detto ieri Barbara Minghetti, appena tornata dal Kazakistan – Tutto il teatro, imponente nella sua struttura che ricorda volutamente il periodo neoclassico e dotato di modernissime strutture tecniche, è stato costruito in gran parte avvalendosi di manovalanza italiana. C’è una grande tradizione legata al folklore russo, ma la volontà è quella di portare in pochi anni questo teatro a diventare uno dei più importanti al mondo nell’ambito dell’opera. Proprio per questo siamo stati invitati in Kazakistan dove abbiamo firmato un accordo di collaborazione e amicizia da sviluppare nei prossimi anni, tenendo in considerazione che nel 2017 proprio questa nazione ospiterà l’Expo».
«Laggiù – prosegue Barbara Minghetti – riconoscono all’Italia il primato dell’opera lirica e hanno bisogno di condividere progetti in questo senso. Al convegno, organizzato in questi giorni, hanno visto le nostre produzioni, i filmati dei Carmina Burana andati in scena nell’Arena la scorsa estate e i piani di lavoro del circuito lirico per giovani e giovanissimi dell’As.Li.Co. “Opera Domani”, e ci chiedono quindi una tutela e un consiglio tecnico artistico, insomma una supervisione. Hanno un grande voglia di fare parte del mondo, sono lontani e si sentono isolati da tutto. Sono persone belle e solari, ma si sentono esclusi anche dall’Europa, e sognano l’Italia per cui nutrono uno sviscerato amore grazie ai nostri film e alla televisione che ha fatto conoscere loro tutti i nostri attori, anche i più giovani».
«Far parte del consiglio di “Opera Europa” – conclude Barbara Minghetti – è stato determinante. Il contatto con il nuovo Teatro di Astama nasce da lì, dalla loro necessità, come ha spiegato il suo direttore Tolegen Mukhamedzhanov, di fare parte di questo circuito virtuoso. Anche in Oman stiamo avviando, su loro richiesta, una collaborazione in questo senso per il loro teatro, un altro tassello che ci rende molto orgogliosi del lavoro svolto in questi anni a Como».
Il viaggio di Barbara Minghetti in Kazakistan è stato documentato in diretta dai social network attivati dal teatro di piazza Verdi. Foto e commenti dei vari momenti di questa tre giorni kazaca sono stati pubblicati su Instagram, Facebook e Twitter, riscuotendo un grande successo da parte dei numerosi “follower” che seguono con passione le gesta e le iniziative del bicentenario Sociale di Como.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Martedì scorso in Kazakistan, Barbara Minghetti durante la conferenza con delegati dai teatri di tutto il mondo

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