Il Sociale promuove la “Lucia” dei debuttanti

Donizetti protagonista nel capoluogo
La stagione lirica 2012 del Teatro Sociale As.Li.Co. ha toccato la seconda tappa del cartellone, con la messa in scena di Lucia di Lammermoor (rappresentata giovedì e in replica questa sera alle 20.30), dramma lirico all’insegna del romanticismo, capolavoro di Gaetano Donizetti, su libretto di Salvatore Cammarano.
Il progetto visivo di Josef Svoboda (nella ricostruzione di Benito Leonori) regala belle istantanee scenografiche, nell’equilibrio tra tradizione e interpretazione. Tutto si basa sulla particolare funzione drammatica affidata ad un enorme telo stropicciato che dispiegandosi, contorcendosi, scansandosi e facendo da sfondo alle proiezioni, ospita, riflette, rivela e nasconde azione e personaggi.
La regia di Henning Brockhaus propone una lettura dell’opera epurata dai tradizionali cliché, puntando sull’evoluzione della figura di Lucia: le palpitanti emozioni e i sentimenti iniziali, schiacciati dai giochi di potere, evolvono in una ribellione alla società dell’epoca e al freddo mondo maschile, spingendola ad una deformazione interiore e al gesto estremo di uccidere, per realizzare il suo vero amore.
A seguito di problemi di salute che hanno colpito entrambi i protagonisti annunciati dal cartellone, lo spettacolo ha visto debuttare le voci del secondo cast, le stesse che saranno in scena questa sera. Concentrato singolare di forza, coraggio e fragilità, il ruolo di Lucia è stato interpretato dal soprano Romina Casucci, voce tenue, gentile e composta. Sicuro e spigliato il giovane tenore Alessandro Scotto di Luzio, un Edgardo, vocalmente sincero e fresco. Il cast si completa con Alexandru Aghenie (Enrico), Matteo Falcier (Arturo), Giovanni Battista Parodi (Raimondo), Cinzia Chiarini (Alisa) e Alessandro Mundula (Normanno). Il direttore Matteo Beltrami, alla guida dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, rispetta bene i respiri belcantistici donizettiani, anche se nella scelta dei colori orchestrali, non sempre il peso è risultato calibrato in rapporto al palcoscenico. Teatro non proprio al completo di pubblico, generoso negli applausi anche a scena aperta.

Tamara Pertusini

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