Il sospetto: non era la “prima volta” del borsone

altIl sequestro shock
Ecco nelle foto l’arsenale trovato domenica prima di Como-Venezia nei pressi del ritrovo degli ultras

Il borsone con le armi trovato nella domenica di Como-Venezia (alle 14.10) nei pressi dello stadio Sinigaglia – o meglio, accanto al ritrovo di una parte degli ultras azzurri – potrebbe non essere una novità. La mano ignota che l’ha portato nel punto dove è poi stato rinvenuto dagli uomini della Digos, insomma, potrebbe aver fatto la stessa cosa (cioè portare le armi vicino allo stadio) già in altre occasioni. È questo il sospetto su cui stanno lavorando gli inquirenti per cercare di risalire

ai responsabili della vicenda. In Procura, lo ricordiamo, è stato aperto un fascicolo di inchiesta al momento a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di porto abusivo di armi in luogo pubblico. E le armi, ieri, per la prima volta, sono state mostrate. Un arsenale impressionante, quello depositato su un tavolo della Questura, composto da un’ascia, da cinque coltelli di quelli utilizzati per cuocere carne alla griglia (con una lama da 14 centimetri e un lungo manico), ma anche da due fumogeni, un punteruolo da cantiere, quattro spranghe di plastica dura rinforzate con inserti in ferro e 12 bastoni da cinquanta centimetri almeno, ricavati da manici di picconi o di badili. Insomma, tutto l’occorrente con cui non presentarsi ad una partita di calcio. Invece, l’enorme borsone nero sportivo dove erano contenuti è stato ritrovato a pochi passi dal ritrovo della frangia più estrema del tifo azzurro. Sono una cinquantina i tifosi cui la Digos ha preso le generalità, nella speranza di risalire (grazie alle impronte digitali) al proprietario delle armi, che potrebbe tuttavia anche non essere un ultras o un tifoso. Anche se questa ultima eventualità sembra abbastanza remota.
L’indagine, però, segue anche un secondo filone, ovvero quello (nel caso risultassero responsabilità proprio a carico degli ultras) del dare una spiegazione ad un simile arsenale per una gara che ha poi visto schierati sugli spalti solo due supporter ospiti. La prima pista, quella più calda, fa ritenere che le armi, come detto, fossero pronte per l’uso, per difendersi in caso di eventuali aggressioni, come del resto già avvenuto nel febbraio di quest’anno in occasione di Como-Reggiana. Questa posizione induce a ritenere che il borsone possa essere stato portato nei pressi del Sinigaglia già altre volte. La seconda pista spinge a pensare ad una sorta di atto dimostrativo nei confronti di altre tifoserie.

Nella foto:
Sono davvero impressionanti queste due immagini (foto Mv) che raccontano quello che è stato sequestrato domenica nei pressi del ritrovo degli ultras del Como. Dentro il borsone c’erano armi di tutti i tipi

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