Il Teatro Sociale punta al Politeama

altL’anniversario – Il presidente della Società dei Palchettisti invita il Comune di Como a rompere gli indugi sulle sorti dell’ex cineteatro

Il grande giorno è alle porte. Domani il Teatro Sociale celebra in piazza Verdi – con una megatorta alta un metro e mezzo (gli ingredienti, ancora top secret, sono svelati oggi dallo chef) – il suo bicentenario. Il teatro, uno dei simboli di Como, venne infatti inaugurato il 28 agosto 1813.
Come coronare al meglio questa giornata festosa? Da tempo il proprietario, la Società dei Palchettisti, ha un sogno che non riguarda la storica struttura alle spalle del Duomo. Il presidente Francesco

Peronese, notaio prossimo al quarto mandato al vertice dell’assemblea dei soci che amministrano lo storico bene, non ne fa mistero: «Mi piacerebbe che il Comune avviasse insieme con il Sociale un progetto di recupero dell’ex cineteatro Politeama».
In effetti, il teatro che ha un secolo meno del Sociale ed è comunale all’85%, è una bella gatta da pelare: struttura vincolata, con posizione invidiabile, è però soprattutto un onere. Ci penserà il prossimo film di Paolo Virzì Il capitale umano, girato dentro e fuori il Politeama, a farlo conoscere agli italiani. Ma Peronese non smette di sognare. «L’ideale sarebbe studiare una gestione unica del teatro di piazza Verdi e di quello in piazza Cacciatori delle Alpi per razionalizzare le relative risorse. Sediamoci attorno a un tavolo e parliamone. Ma il protagonista della scena in questione adesso è il Comune. Ed è inutile aspettare tempi migliori. Se non ci si muove adesso non si partirà mai».
Dal 7 maggio, designato dal sindaco Mario Lucini, il nuovo amministratore unico della Società Politeama che amministra il teatro è Andrea Passarelli, presidente dell’Ordine dei Commercialisti lariano e revisore dei conti della stessa Società dei Palchettisti. «Scelta felicissima – commenta Peronese – spero che se ne faccia tesoro. Con un progetto condiviso si potrebbero chiedere finanziamenti europei». Peronese domani sarà in prima fila nella festa del bicentenario.
Rinviato per motivi tecnici da Poste Italiane l’apposito annullo filatelico commemorativo (ma la mostra filatelica sui teatri d’Italia ci sarà comunque, dal 12 al 23 settembre), l’evento prevede, alle 17.30, nel foyer l’apertura di una mostra di disegni realizzati dai bambini delle scuole primarie di Como e provincia che hanno partecipato al concorso “Disegna il tuo Teatro”; alle 18 il saluto delle autorità; una sorpresa musicale e fette di torta per tutti, a esaurimento, dalle 18.30.
Il megadolce è realizzato in partnership con la “Cometa” e con il resort “Casta Diva” di Blevio.
Altro sogno nel cassetto di Francesco Peronese è fare in modo che il rilancio del teatro realizzato dai Palchettisti in tandem con l’ente As.Li.Co. «riesca a inserire Como in un circuito virtuoso orientato all’Expo 2015. Sarebbe fantastico se i visitatori giunti in Lombardia da ogni parte del mondo sapessero di una realtà così antica e dinamica come il Sociale. E ancor più se questo fosse un volano per tutta la città e la sua capacità ricettiva sul fronte turistico. Ci attrezzeremo con un comitato organizzativo per verificare come orientare al meglio il Sociale e le sue attività in funzione dell’appuntamento con l’esposizione universale di Milano».
Intanto l’esperimento estivo della rinnovata Arena di via Bellini va in archivio. Presto tornerà il parcheggio delle auto nell’area, con la novità dell’ingresso automatizzato. «Ci auguriamo che “Como città della musica” sia sempre più un’attività ospitata nella nostra struttura all’aperto – conclude Peronese – E vorremmo che sempre più le istituzioni ci chiedano di utilizzarla».
Anche Barbara Minghetti, presidente di As.Li.Co., garante della complessa macchina organizzativa degli spettacoli del Sociale, saluta la festa di domani come uno sprone a una città più coraggiosa e vede l’evento come ideale cerniera tra stagione “all’aperto” e “indoor”. «A Como, il Sociale ha sempre più bisogno di esistere, specie in anni di crisi. Guardo con favore all’esempio di città come Edimburgo, Bregenz o Pesaro, che hanno avuto il coraggio di investire in un progetto culturale legato allo spettacolo e vi si sono dedicate anima e corpo. Quella scozzese per un mese l’anno si trasforma, la popolazione si decuplica. A Bregenz l’economia orientata alla cultura con il festival musicale sul lago riguarda ormai un’intera regione. E Pesaro, che pure non ha un teatro bello come il nostro, ha creduto coralmente a un festival che è diventato un punto di riferimento. Quando funzionano bene, significa che i progetti sono condivisi».

L. M.

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