Il tempo dilatato delle famiglie in casa: esperienze e consigli degli educatori

Lavoretti di pasta di pane in famiglia: la manipolazione serve a sciogliere la tensione

Sono tanti i genitori che si trovano ormai da oltre un mese a gestire una quotidianità completamente stravolta. E se le famiglie hanno compreso la necessità di proteggere i propri figli e gli altri, è innegabile che il tempo tra le mura domestiche abbia assunto una dimensione nuova. “Terre des Hommes”, Onlus attiva dal 1960 nella difesa dei bambini, avvalendosi di un team di psicologi esperti, ha condiviso un decalogo di buone prassi per vivere con equilibrio questi giorni così difficili. Sul sito www.terredeshommes.it è disponibile il documento tradotto in cinque lingue con dieci indicazioni per aiutare i genitori a vivere al meglio l’emergenza coronavirus con i propri figli. Si consiglia, per esempio, di non esporre i bambini a un flusso costante di informazioni, spiegando la situazione senza toni allarmistici.
I bambini percepiscono le paure e le ansie degli adulti quindi è utile mostrarsi disponibili all’ascolto; allo stesso tempo, sminuire o nascondere la verità è un atteggiamento che genera confusione e può amplificare le paure. È molto importante mantenere la vicinanza dei bambini ai loro genitori anche in caso di separazione e garantire un contatto telefonico con i nonni o con gli amici. I più piccoli esprimono il disagio manifestando irritabilità, necessità di contatto, agitazione. È utile aiutarli a esprimere il loro malessere: il gioco o il disegno sono strumenti per gestire lo stress. Per quanto possibile, è utile mantenere alcune routine, creandone di nuove. E sfruttare il tempo in maniera creativa: disegnare, raccontare una storia, ascoltare musica o creare piccoli manufatti sono occasioni per stare insieme. Se non si riescono a gestire le emozioni o si riscontrano difficoltà non bisogna esitare a contattare un esperto.
Numerosi sono gli educatori che si sono messi a disposizione con consigli e attività da remoto anche a nel Comasco. La Cooperativa Sociale Leonardo propone, sulla propria pagina Facebook, letture animate, giochi e laboratori tenuti da esperti. Orietta Ratti, pedagogista e presidente di Leonardo ha ricevuto ottimi riscontri: «Alle letture animate per diverse fasce di età facciamo seguire laboratori di scrittura creativa legati alla storia. L’idea è creare un database in cui pescare le attività. Come educatori, il ricorso a questi strumenti telematici ci spinge a ragionare su gesti, parole e pratiche in modo da “drenarli” per tenere l’essenziale».
«Il tempo si dilata – aggiunge Orietta Ratti – ti porta a ragionare e tutti i più piccoli gesti dell’educazione prendono un nuovo senso; è importante vivere la quotidianità in modo giocoso… vedo genitori che si scoprono bambini e ritrovano gesti e abitudini dimenticate. Si sperimentano tante attività, ma è importante che vengano sostenute nel tempo: se nascono nuovi interessi o capacità vanno esplorate fino in fondo e coltivate. Per noi educatori è importante non interrompere la relazione, ora lavoriamo con il genitore insieme al figlio, e questo ci spinge a raffinare le modalità di comunicazione».
La condizione di isolamento è però molto più difficile, quando non drammatica, per la famiglie con figli disabili. «I servizi domiciliari sono sospesi, così come le terapie negli ambulatori – racconta Rosetta Scigliano, pedagogista dell’associazione Tangram di Como – si vive un dramma nel dramma nei casi di grave disagio psichico, di patologie fisiche o di gravi disabilità come l’autismo. In questo momento alcuni Comuni si stanno attivando con videochiamate, parliamo con la famiglia dando supporto psicologico sulla gestione della quotidianità e forniamo servizi di training ambulatoriali ai genitori. Nel caso di bambini e ragazzi autistici, è fondamentale che si mantengano le abitudini. Personalmente seguo “in diretta” le famiglie via Skype con un’interazione guidata mentre fanno le attività, e la psicologa mi aiuta nei casi più difficili».
«Tutto si fonda sulla relazione – aggiunge Rosetta Scigliano – e con il computer si arriva al 10 per cento. Però le famiglie si sentono meno sole, soprattutto quelle con bambini dal comportamento aggressivo. Io spero che questa situazione finisca presto».

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