Il turismo sul Lago di Como parla sempre di più straniero

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I dati degli operatori
Arrivi dall’estero in aumento anche nel 2013. In netto calo invece gli italiani: solo il 36%

La notorietà del Lago di Como nel mondo salva il turismo sul Lario.
Gli stranieri si confermano i frequentatori più assidui del capoluogo e dell’intero territorio provinciale, con arrivi in aumento anche nel primo semestre del 2013. In netto calo invece gli italiani, che complessivamente rappresentano solo il 36% degli arrivi. «Nonostante la situazione generale il turismo tiene e questo è un dato importante», sottolinea il vicepresidente dell’Associazione provinciale albergatori Andrea

Camesasca.
Rispetto al primo semestre del 2012, da gennaio a giugno il bilancio di arrivi e presenze turistiche complessivamente è preceduto dal segno meno. La riduzione però è contenuta e lascia pensare a una sostanziale tenuta del sistema turistico comasco sia sul fronte degli alberghi sia delle strutture ricettive extralberghiere. «Il leggero calo è legato alle condizioni meteorologiche – sottolinea Camesasca – Paghiamo le conseguenze di una primavera pessima dal punto di vista atmosferico e questo ci ha inevitabilmente penalizzati. La gran parte dei turisti oggi prenota all’ultimo momento e cambia idea se il clima non è ideale. Già dal mese di giugno stiamo recuperando e i dati di luglio sono molto incoraggianti». Nel dettaglio, gli arrivi nel primo semestre del 2013 sono stati oltre 437mila, con un saldo negativo di 1,8 punti percentuali rispetto al 2012. Per quanto riguarda le presenze, dato che fa riferimento alla durata del soggiorno, i numeri indicano quasi 961mila notti trascorse nelle strutture ricettive del territorio, ovvero il 4,4% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A salvare il bilancio del settore turistico sono come detto gli stranieri. Gli arrivi dall’estero sono cresciuti del 2,8%, superando quota 280mila visitatori provenienti da altri Paesi. La durata media del soggiorno è però leggermente diminuita, come dimostra il calo dello 0,6% delle presenze complessive. Guidano la classifica tedeschi e inglesi, seguiti da svizzeri, americani e francesi. Da segnalare un’impennata dei cinesi, aumentati del 24%, a fronte di un crollo dei giapponesi, con arrivi ridotti del 29% e presenze del 22%. Segno più invece anche i russi, mentre tiene il turismo dall’Australia. Una curiosità riguarda gli olandesi, in aumento del 10% ma per soggiorni sempre più brevi, tanto che le presenze totali segnano una riduzione del 12%.
Di tutt’altro tenore la situazione sul fronte dei visitatori italiani. Gli arrivi complessivi sono scesi da 173 a poco più di 157mila, con una riduzione del 9%. Ed è addirittura del 13% invece il calo delle presenze, che si sono fermate poco sotto quota 267mila.
«La situazione generale è difficile ma il turismo a Como tiene bene – sottolinea anche il presidente dell’Associazione provinciale albergatori, Roberto Cassani – Naturalmente si può sempre migliorare e dobbiamo continuare a offrire di più, ma i dati dimostrano che l’offerta è vincente e il territorio piace».
Un ulteriore dato positivo arriva da un’indagine resa nota ieri dall’Italian Hotel Monitor, osservatorio della performance degli alberghi.
I risultati del monitoraggio vedono Como piazzarsi tra le uniche tre città, assieme con Firenze e Torino, nelle quali crescono sia l’indice di occupazione delle camere degli alberghi che il prezzo medio della stanza. Sul fronte dell’occupazione dei letti, il Lario vede un aumento del 52,5%. La crescita delle presenze negli alberghi riguarda anche altre città, ma in generale a questo segno “più” corrisponde una riduzione dei prezzi medi, contrariamente, come detto, a quanto avviene a Como.

Anna Campaniello

Nella foto:
Secondo l’Associazione provinciale albergatori, «nonostante la situazione generale di crisi, il turismo sul Lario tiene, e questo è un dato importante»

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