Il Valduce chiude a sorpresa l’emodinamica. Stop all’unità di emergenza cardiologica

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Problemi della sanità
Comunicata alla centrale del 118 la «sospensione temporanea» del servizio

Chiusura a sorpresa dell’emodinamica dell’ospedale Valduce di Como. Senza alcun preavviso né comunicazione ufficiale, venerdì scorso il presidio di via Dante ha sospeso le attività del settore, che di fatto costituisce l’unità d’emergenza della cardiologia, destinata in

particolare ai pazienti colpiti da arresto cardiaco o infarto.
La notizia non è stata formalizzata e dai vertici del Valduce non è arrivata alcuna dichiarazione o commento. La comunicazione, però, come da procedura, è stata inviata alla centrale operativa del 118, che raccoglie le richieste di soccorso sanitario, invia i mezzi necessari per far fronte alla situazione e stabilisce anche la destinazione dei pazienti a seconda del quadro clinico e della disponibilità di posti nelle diverse strutture ospedaliere. Al momento, alla luce dello stop di via Dante, in riva al Lario l’unica emodinamica disponibile è quella dell’ospedale Sant’Anna.
La comunicazione, secondo quanto è trapelato nelle scorse ore, è stata inviata già venerdì scorso. I responsabili del Valduce avrebbero fatto riferimento a una «temporanea sospensione» delle attività dell’emodinamica. Almeno per il momento, tuttavia, non è stata indicata una eventuale data per la possibile ripresa della funzionalità del settore.
Restano i dubbi sulle effettive ragioni all’origine dell’improvvisa chiusura del settore. All’inizio dell’anno, dopo l’esplosione del caso legato ai gravi problemi di bilancio del Valduce, era stata ventilata la possibilità di chiudere proprio dell’emodinamica. L’ospedale di via Dante si è trovato infatti a far fronte a una perdita, nel 2012, di oltre 9 milioni di euro. L’eventuale stop del settore rientrava dunque in una logica di riduzione dei costi.
Nei mesi successivi, però, la procuratrice speciale Mariella Enoc, chiamata a Como proprio per risanare il bilancio del Valduce, aveva escluso l’ipotesi di chiusura di settori o reparti, così come aveva scongiurato il rischio di un taglio del personale. Il blocco improvviso del settore della cardiologia è arrivato dunque a sorpresa e potrebbe essere legato a una carenza di organico o ad altre difficoltà improvvise.
Almeno per il momento, la prospettiva resta dunque quella della riapertura, anche se non è chiara la tempistica di un’eventuale ripresa delle attività.
L’improvvisa chiusura torna a far crescere gli interrogativi sul futuro dell’ospedale di Como. Più volte la procuratrice speciale è intervenuta per ribadire che il Valduce non è in vendita e per indicare come obiettivo della sua attività il rilancio del presidio sanitario di via Dante e il mantenimento del suo ruolo di ospedale della città. È però inevitabile che, in questo clima di incertezza, tornino a farsi largo voci e indiscrezioni sul futuro assetto ma anche sulla proprietà della struttura ospedaliera.
Non è escluso infatti che, nelle scorse settimane, calata l’attenzione sul destino di via Dante, in realtà, nell’ombra, siano proseguite trattative e riunioni in vista di un possibile nuovo assetto o di una riorganizzazione della struttura. Oggi, dai vertici del Valduce dovrebbero arrivare informazioni ufficiali sulla chiusura dell’emodinamica e su eventuali ulteriori riassetti in vista.

Anna Campaniello

Nella foto:
In alto e a lato, due immagini dell’ospedale Valduce. Al momento, dopo la sospensione del servizio in via Dante, l’unica emodinamica disponibile sul territorio è quella dell’ospedale Sant’Anna, a San Fermo della Battaglia

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