Il Valduce contro la Regione per salvare i posti della Terapia intensiva neonatale

Valduce Ospedale Como

Ospedale Valduce contro la decisione della Regione di chiudere i due letti di terapia intensiva neonatale del presidio.
La struttura di via Dante, tramite la procuratrice speciale Mariella Enoc, «esprime stupore e preoccupazione per la decisione regionale di procedere alla riconversione della Tin».
L’ospedale Valduce appartiene a una congregazione religiosa, «le Suore Infermiere dell’Addolorata, che ha da sempre avuto una particolare attenzione e cura per la vita nascente e per l’ambito materno infantile – si legge in una nota – anche facendo significativi investimenti economici. Questo provvedimento, inatteso, non concordato e non anticipato all’Ats di riferimento, che non precisa per la nostra struttura come dovrebbe avvenire la riconversione dei posti letto, se confermato costituisce certamente per il territorio un’importante perdita di risorse e un peggioramento dell’assistenza».
In conclusione, sempre dal presidio ospedaliero fanno sapere che «ci si attiverà per un confronto con le istituzioni».
La decisione è stata presa dalla giunta lombarda lo scorso 11 novembre con la delibera (la numero 2395) di riorganizzazione della «rete regionale per l’assistenza materno-neonatale». Il nuovo assetto «ottimale» dei centri di terapia intensiva neonatale «a copertura dell’intero territorio regionale – si legge nella delibera – comporta necessariamente un percorso di attuazione graduale di significativi interventi strutturali e organizzativi». E il primo passo «di tale percorso prevede la riconversione dei posti letto di terapia intensiva neonatale in rapporto al numero di letti, al basso tasso di saturazione e al limitato bacino di utenza».
Oltre al Valduce, così, la Regione ha deciso di «riconvertire» i letti di Tin della Asst di Lodi, dell’ospedale di Rho e della Asst di Cremona. In realtà, nel testo della delibera, si dice espressamente che «nelle strutture ospedaliere di Rho e Cremona» i letti di Tin «vengono convertiti in letti di terapia Sub-intensiva neonatale», mentre quelli collocati nella «struttura ospedaliera di Lodi, vengono convertiti in letti di patologia neonatale». Nulla è invece specificato per ciò che concerne il Valduce.

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