Il Valduce perde la terapia intensiva neonatale. Dal prossimo anno reparto unico al Sant’Anna

Ospedale Valduce

Niente più terapia intensiva neonatale (Tin) al Valduce. L’ospedale di via Dante perde i due letti a favore del Sant’Anna, che a partire dal prossimo anno passerà da 6 a 8.
La decisione è stata presa dalla giunta lombarda lo scorso 11 novembre con la delibera (la numero 2395) di riorganizzazione della «rete regionale per l’assistenza materno-neonatale». Il nuovo assetto «ottimale» dei centri di terapia intensiva neonatale «a copertura dell’intero territorio regionale – si legge nella delibera – comporta necessariamente un percorso di attuazione graduale di significativi interventi strutturali e organizzativi». E il primo passo «di tale percorso prevede la riconversione dei posti letto di terapia intensiva neonatale in rapporto al numero di letti, al basso tasso di saturazione e al limitato bacino di utenza».
Oltre al Valduce, così, la Regione ha deciso di «riconvertire» i letti di Tin della Asst di Lodi, dell’ospedale di Rho e della Asst di Cremona. In realtà, nel testo della delibera si dice espressamente che «nelle strutture ospedaliere di Rho e Cremona» i letti di Tin «vengono convertiti in letti di terapia Sub-intensiva neonatale», mentre quelli collocati nella «struttura ospedaliera di Lodi, vengono convertiti in letti di patologia neonatale». Nulla è invece specificato per ciò che concerne il Valduce.
E dall’ospedale di via Dante, infatti, spiegano di essere tuttora in attesa di chiarimenti e di non sapere se i due letti di Tin debbano essere trasformati in posti di terapia semintensiva o essere cancellati del tutto.
Sul fronte del Sant’Anna, invece, si sta già lavorando al riassetto. In un comunicato, l’ospedale di via Ravona sottolinea come l’Asst Lariana sia «stata individuata a livello provinciale come centro di medicina materno fetale (Mmf) e come centro di terapia intensiva neonatale. Entro la fine dell’anno la Tin del Sant’Anna, diretta da Mario Barbarini, dovrà aumentare la sua offerta con due ulteriori posti letto (adesso sono 6) e aumentare di 1 posto letto (adesso sono 15) l’offerta della terapia sub-intensiva neonatale, dove vengono trasferiti i neonati dopo il ricovero in terapia intensiva».
Sulla riorganizzazione delle Tin in Lombardia è intervenuto ieri il consigliere regionale radicale Michele Usuelli, medico specialista proprio in neonatologia, eletto nelle liste di +Europa. «È una cosa positiva che al posto di due terapie intensive neonatali più piccole ve ne sarà una più grande e, per ciò stesso, più allenata a gestire le eventuali difficoltà di inizio vita dei piccoli comaschi».
A detta di Usuelli, «due Tin a Como non avevano alcun senso dal punto di vista medico; quella che è stata chiusa aveva un tasso di occupazione dei posti letto inferiore al 40%, troppo basso per giustificarne l’esistenza».
Il consigliere regionale di +Europa chiede che tutti adesso «vigilino sul trasferimento di risorse umane verso il Sant’Anna: sarebbe assurdo che a un maggior numero di posti letto non corrispondesse un maggior numero di medici e infermieri. Gli accorpamenti sono giusti ma vanno fatti in modo che funzionino e abbiano un senso».

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