Il vescovo invita i comaschi all’accoglienza in uno spirito di contemplazione “attiva”

Sant'Abbondio Messa Cantoni

Entra nel vivo la Fiera di Sant’Abbondio con i festeggiamenti per il patrono della città di Como. Alla sagra si affiancano i momenti religiosi, a cominciare dai Vespri solenni e dal “Messaggio alla Città” pronunciato dal vescovo Oscar Cantoni, questa sera nella basilica di Sant’Abbondio.
«Il cristianesimo, nella sua forma pubblica e con le sue istituzioni, rappresenta ancora un elemento prezioso nella configurazione dell’identità culturale della nostra città e dei suoi abitanti» ha rimarcato il vescovo ricordando una ricorrenza importante, i «duecento anni di presenza del Monastero di vita contemplativa alla Visitazione in via Briantea: luogo di silenzio, di intercessione, di ascolto, a cui non pochi ricorrono, specie in momenti di difficoltà».
Monsignor Cantoni ha richiamato l’attenzione proprio sul modello di vita alternativo proposto alla Visitazione dove oggi vivono tredici monache: «Alcune sono ancora giovani e anche laureate, una addirittura in fisica, un’altra, prima di essere raggiunta dalla chiamata del Signore alla vita contemplativa, aveva iniziato gli studi giuridici. Sono un modello e uno stimolo per noi, che nelle nostre giornate facciamo fatica a concederci spazi di silenzio e pause di riflessione».
Il monachesimo non significa vivere fuori dal mondo, anzi. Lo ha sottolineato il presule toccando un altro punto caldo dell’attualità. «Alcuni monasteri d’Italia hanno avuto persino il coraggio e l’umile audacia, nel mese scorso, di scrivere alle supreme autorità italiane lettere di questo tono: “Esprimiamo preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione”. Parole eloquenti e dirette, espresse, senza mezzi termini, da persone che sembrano provenire da un altro mondo, ma che invece vedono e interpretano la storia e l’umanità da un’altra prospettiva».
L’invito è stato insomma ad essere «Contemplativi nella città», «per imparare a riconoscere la visita di Dio dentro la nostra città, accogliendo i suoi abitanti, nessuno escluso, anche i più poveri, con lo stesso sguardo d’amore e di benevolenza con cui Dio li vede».
E per monsignor Cantoni sono proprio le parrocchie cittadine «in prima linea interessate per contribuire a dare alla nostra città un volto sempre più umano e fraterno, promuovendo processi di apertura e di solidarietà per una vicinanza amica e solidale verso tutti».
Questa sera monsignor Cantoni ha benedetto i Capitani, i Gonfalonieri e il drappo del Palio del Baradello, durante la tradizionale cerimonia dell’offerta del cero votivo della 39ª rievocazione storica comasca. Domani nella solennità di Sant’Abbondio, alle 17 in Cattedrale, il vescovo presiede la messa pontificale.

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