Campione d’Italia spera nel nuovo governo. Casinò e barriere doganali i problemi aperti

Casinò di Campione

C’è un piccolo pezzo d’Italia che guarda al governo che verrà con grande speranza. È la comunità di Campione, da 13 mesi alle prese con la devastante crisi seguita al fallimento del Casinò.
Con l’ingresso nel Conte bis del Partito Democratico e la contemporanea uscita della Lega i campionesi sperano che lo stallo finalmente si sblocchi. Molti, nell’enclave, imputano proprio al Carroccio la situazione attuale. Soprattutto perché proprio al Viminale (e di riflesso quindi alla Lega) sarebbe spettato il compito di trovare il modo di prosciugare il pantano in cui è finito il piccolo paese rivierasco dopo la chiusura della casa da gioco.
A nessuno era sfuggito, lo scorso 27 luglio, il fatto che gli unici politici presenti al “funerale” simbolico celebrato nel primo anniversario del fallimento del Casinò fossero infatti due esponenti del Pd: il consigliere regionale Angelo Orsenigo e l’ex capogruppo a Palazzo Lombardia Luca Gaffuri.
«Il mio auspicio è che qualcuno metta subito la testa sul caso Campione per dare una risposta definitiva all’enclave su due fronti – dice lo stesso Orsenigo – in primo luogo, la sospensione della direttiva Ue sullo spazio doganale europeo, e poi naturalmente la riapertura immediata della casa da gioco, per la quale serve un provvedimenti ad hoc».
Secondo Orsenigo, quella di Campione è una «emergenza vera» sulla quale si deve intervenire immediatamente. Io chiederò al nuovo ministro, chiunque egli sia, di aprire un tavolo cui potrebbe partecipare anche la Regione. Deve anche essere tirata fuori dal cassetto la relazione del commissario Maurizio Bruschi, di cui non si sa più nulla da settimane».
Il dossier Campione d’Italia è ormai alto quanto un palazzo a tre piani. Se è vero che il nuovo governo – ammesso che nasca – avrà molti problemi da affrontare, è altrettanto vero che la situazione dell’enclave è a dir poco drammatica. L’economia del paese è stata letteralmente annientata, con conseguenze pesantissime sul piano sociale. Qualcosa che il piccolo paese sulle rive del Ceresio non avrebbe mai pensato di dover affrontare.
Chiamato in causa dal portale Gioconews.it, il deputato comasco del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò ha detto ieri che «L’incoscienza di una forza politica inevitabilmente ritarda sicuramente la risoluzione della crisi campionese». Un riferimento nemmeno tanto velato alla decisione della Lega di far cadere il governo in piena estate. «La creazione di un nuovo esecutivo – ha aggiunto Currò – farà in modo che tale ritardo si accorci rispetto a quello che si sarebbe sicuramente accumulato se fosse stato necessario andare a nuove elezioni. Quindi la promesse, anche da parte del parlamentare grillino, che «l’azione del nuovo esecutivo Pd-Movimento 5 Stelle terrà sicuramente conto della situazione di Campione proseguendo nell’azione risolutiva della crisi della comunità». Una promessa che sarà facile verificare sul campo, a partire proprio da un’eventuale decisione sullo stop all’applicazione della direttiva europea sugli spazi doganali richiesta a gran voce dai cittadini di Campione.

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