Il virus e l’incognita sui danni economici per Como. Solo a fine mese l’analisi della Camera di Commercio

La città di Como vista dall'alto

Quanto è costato il lockdown alle realtà produttive della provincia di Como? E soprattutto, quale potrà essere una previsione ragionata sull’impatto economico dell’emergenza sanitaria a fine anno? La Camera di Commercio di Como e Lecco si prepara a rispondere a queste domande, seppur con ritardo, nel mese in corso, in due passaggi. Giovedì infatti verrà reso noto l’andamento economico del primo trimestre del 2020. Un periodo che potrà dare alcune indicazioni, che saranno però «sommarie e non di certo esaustive – come spiega Salvatore Monteduro segretario generale della Uil del Lario e rappresentante della componente sindacale in Camera di Commercio – Solo il mese di marzo infatti ricade nella prima fase del lockdown e solo per pochi giorni. Il Decreto “Cura Italia” è infatti stato predisposto tra il 17 e il 18 marzo. Quindi siamo di fronte a cifre assolutamente parziali e in gran parte prive di significato. Abbiamo invece urgenza di avere un quadro completo». Viene dunque segnalata come una mancanza grave la possibilità di disporre di cifre esaustive e proiezioni a lungo termine. Analisi che invece altre realtà hanno già predisposto, a partire dalla Camera di Commercio di Varese che, lo scorso 10 aprile, ha presentato un dettagliato report.
Per fine mese, tuttavia, in quella che è chiamata “La Giornata dell’Economia”, si dovrebbe arrivare ad avere un quadro a 360 gradi, con proiezioni a fine anno dell’impatto devastante, anche per la provincia di Como, del Covid-19. «Perfetto, però il tempo intanto passa – prosegue Monteduro – Bisogna affrontare la realtà con la massima rapidità. Perché poi si dovrà lavorare ai correttivi. Spero che nel documento ancora in fase di preparazione ci siano tutti i dati suddivisi anche per settore. Nel nostro territorio sicuramente il tessile, che già non andava benissimo, e il turismo sono stati quelli più colpiti. Mi auguro di trovare anche proiezioni e idee». L’analisi di Monteduro si sofferma infine anche su un altro elemento. «Oltre al lavoro che si sta, forse con ritardo, compiendo in Camera di Commercio, è urgente che anche nel Consiglio camerale e al Tavolo della Competitività si lavori sul post emergenza. Ancora più urgenti dunque i numeri». Cifre che su Varese, come emerso dallo studio realizzato dall’ente camerale locale, parlano, in riferimento al prodotto interno lordo, di un calo su base annua di 2 miliardi con una perdita del giro d’affari di 5,5 miliardi a fine maggio e di 13 miliardi a fine anno. «Insomma, è necessario agire e in fretta anche perché vorrei ricordare che nel solo mese di aprile la cassa integrazione in provincia di Como ha riguardato 80mila lavoratori sui circa 200mila operativi sul nostro territorio. Dobbiamo avere tutte le informazioni utili per capire, ragionare e agire». Tra l’11 giugno e il 25 del mese, giorno in cui come detto si celebrerà la “Giornata dell’Economia”, si attende dunque un quadro complessivo che si spera possa emergere dal documento di 90 pagine in fase di redazione.
«Senza fare adesso polemiche sulla rapidità nel delineare la situazione, è fondamentale però che l’analisi sia completa e suddivisa per settori, con le differenze tra chi ha praticamente sempre lavorato anche nel lockdown e chi invece si è fermato a lungo – dice a sua volta il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli – No ad analisi dove confluisce tutto in un unico calderone».

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