«Impossibile pagare gli stipendi a Campione»

Municipio Campione d'Italia

La memoria per il Tar dell’avvocatura dello Stato

In un Comune che non riesce a «far fronte nemmeno agli oneri economici connessi alla prestazione dei servizi essenziali alla collettività», pensare di tenere in piedi una pianta organica con un’ottantina di dipendenti è impensabile.
Ai giudici del Tar del Lazio, che dopodomani scriveranno un nuovo capitolo nella lunghissima vicenda della crisi di Campione d’Italia, l’avvocatura dello Stato ha inviato nei giorni scorsi una memoria per ribadire la richiesta di via libera al taglio dei posti di lavoro in municipio.
Com’è noto, a novembre il Tribunale amministrativo della capitale discuterà nel merito se sia giusto o no ridurre la pianta organica di Campione a sole 17 persone. In questi mesi, però, numerosi altri ricorsi hanno fatto capolino sia al Tar sia al Consiglio di Stato. In particolare, la delibera con cui il commissario prefettizio Giorgio Zanzi individuava i dipendenti da mettere in “disponibilità” è stata prima fermata, poi ammessa e di nuovo bloccata con un ricorso su motivi aggiunti. Il ricorso che, appunto, si discuterà lunedì prossimo in camera di consiglio a Roma.
È in vista di questa decisione che gli avvocati del Viminale hanno confermato l’interesse «a che i provvedimenti impugnati (vale a dire la messa in disponibilità dei dipendenti in esubero, ndr) non restino sospesi nelle more della decisione del merito, per evitare che il conseguente aggravio di spesa della procedura di dissesto incida» sul bilancio comunale.
In maniera più semplice: Campione non può continuare ad avere a libro paga decine di persone viste le condizioni finanziarie in cui si trova. Due mesi in più o in meno fanno la differenza. Soprattutto se le casse comunali sono totalmente vuote.

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