Impossibile un’Area B per la città di Como. Il sindaco: «Non possiamo fare come Milano»

Traffico a Como

«Al momento non ci sono elementi per rifarci nello specifico alla strada intrapresa da Milano». Il sindaco di Como, Mario Landriscina, boccia qualunque ipotesi di Area B per il capoluogo lariano. Troppo diverse, le due città, troppo differenti i contesti viabilistici per prendere seriamente in considerazione l’idea di spegnere – nel giro di pochi o pochissimi anni – i vecchi motori più inquinanti.
Domani, com’è noto, a Milano inizia una sorta di rivoluzione del traffico. Una scelta a dir poco radicale compiuta dalla giunta di Giuseppe Sala per limitare i danni causati dall’inquinamento atmosferico.
Como osserva da lontano, pur avendo a che fare allo stesso modo con il problema delle polveri sottili e dell’aria irrespirabile.
«Non posso certo negare che la questione di cui trattiamo sia fortemente attuale – dice ancora il sindaco Landriscina – Abbiamo alcune ipotesi allo studio, anche se va detto che la configurazione specifica della nostra rete stradale è profondamente diversa da quella della metropoli, ragione per cui è difficile poter prendere spunti realmente applicabili al nostro caso».
Il sindaco di Como dice di volere in ogni caso «guardare con attenzione a ogni soluzione che altre realtà decideranno di adottare», ma nega di fatto la possibilità che nel capoluogo lariano possa essere anche soltanto sperimentata una sorta di Area B.
La via intrapresa da Milano, insomma, resta per il momento un cammino solitario, per quanto capace di incidere (e non poco) sulle abitudini di vita di molti comaschi, e in particolare di quelli che ogni giorno sono costretti a muoversi in auto verso l’area metropolitana.
Non tutto è fermo, però, dalle parti di Palazzo Cernezzi. L’assessore alla Viabilità, Vincenzo Bella, conferma che a breve sarà perfezionato l’incarico per la stesura del nuovo piano della mobilità. «Nel bando c’è il tema della valutazione delle limitazioni al traffico per contrastare l’inquinamento – dice – ma a Como non potrà mai essere avviata una sperimentazione simile a quella di Milano. Noi non abbiamo percorsi alternativi ai transiti di attraversamento, basti pensare a chi proviene dalla Lariana o a chi arriva da Varese ed è diretto a Bergamo».
Il piano conterrà quindi «un’analisi dettagliata dei volumi del traffico in relazione ai limiti fisici della città, quel traffico cioè che non può essere cancellato. Da qui si partirà per capire come ridurre il carico di auto sulle nostre strade». A Como, dice ancora l’assessore Bella, «quando si ragiona di viabilità si deve sempre immaginare un mix di interventi. Bisogna cioè lavorare sul potenziamento delle infrastrutture, sulle possibili limitazioni e sullo spostamento della mobilità dalla gomma al ferro. Inoltre, cosa non da poco, è necessario coinvolgere nell’analisi e nella scelta delle soluzioni anche i Comuni limitrofi, dato che gli effetti delle nostre decisioni si propagherebbero sicuramente oltre i confini del capoluogo».
I tempi di una possibile rivoluzione in salsa lariana, quindi, si annunciano lunghi. E le opzioni possibili, numerose.

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