Imposte cantonali e comunali, in Ticino la pressione fiscale è al 26%

Svizzera Lugano

Quella che in Italia chiamano “pressione fiscale”, in Svizzera diventa “sfruttamento fiscale”, con parole ancora più eloquenti. La sostanza però non cambia: è la quota della ricchezza prodotta in un Paese che viene divorata dalle tasse. Nella Confederazione, in media, le imposte di Cantoni e Comuni gravano per circa un quarto sul potenziale economico dei contribuenti elvetici, per l’esattezza il valore medio è pari al 24,7%.
Il Canton Ticino è in sostanza allineato alla media nazionale, con un indice di sfruttamento pari al 26%, dunque con uno scostamento minimo, considerato che l’insieme dei 26 Cantoni presenta ampie oscillazioni. Con una quota pari all’11%, infatti, Zugo presenta il valore più basso, assieme a Svitto, di poco inferiore al 13%, mentre Ginevra, con il 34,1%, è il Cantone con la pressione fiscale più elevata.
A tracciare l’andamento dell’“indice di sfruttamento fiscale”, questa le definizione ufficiale, è l’Amministrazione federale delle finanze (Aff) che, nei giorni scorsi, ha pubblicato un dettagliato resoconto sulla pressione fiscale nella Confederazione.
Le imposte prese in considerazione sono la somma dei tributi fiscali cantonali e di quelli comunali, mentre non comprendono quelli federali. In Svizzera, va ricordato, Confederazione, Cantoni e Comuni riscuotono circa 30 diversi tipi di tasse. Oltre alle imposte dirette sulle persone fisiche e giuridiche, nelle entrate fiscali dei Cantoni e dei Comuni rientrano, per esempio, anche le imposte sulla sostanza, ovvero sui beni mobili (depositi in contanti, titoli, automobili e così via) e immobili (appartamenti, terreni), quelle sulle successioni e le imposte di circolazione.
Rispetto all’inizio dello scorso anno, il valore medio su scala nazionale dello sfruttamento fiscale è leggermente diminuito (-0,2 punti percentuali). In particolare, si legge nel comunicato diffuso dall’Amministrazione federale delle finanze, «17 Cantoni hanno ridotto il loro sfruttamento fiscale, anche se per la maggior parte di essi si tratta solo di un calo marginale. Soltanto nel caso di Berna il calo è marcato (-1,2 punti percentuali). In nove Cantoni lo sfruttamento del potenziale di risorse è invece rimasto costante o è aumentato, soprattutto nei Cantoni di Friburgo (+1,5 punti percentuali) e Svitto (+1,1 punti percentuali)».
Anche su questo fronte il Ticino – nella foto, la città di Lugano – si conferma virtuoso visto che la variazione percentuale del Cantone a ridosso del confine italiano è praticamente pari a zero. Ciò è dovuto al fatto che imposte e risorse potenziali sono cresciute sostanzialmente di pari passo. Come spiega la stessa Amministrazione federale, «le variazioni delle entrate fiscali e dei potenziali di risorse sono in equilibrio e l’onere fiscale è rimasto costante rispetto all’ultimo anno di riferimento. Questa situazione si verifica esclusivamente nel Cantone Ticino».
Nei Cantoni Svitto e Friburgo, in cui la crescita della pressione fiscale è stata la più alta tra quelle registrate nell’intera Svizzera, a un calo del potenziale economico dei contribuenti si è invece accompagnata una crescita delle entrate fiscali.

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