In cento alla protesta del drappo bianco. Seconda tappa a Cantù

alt«Dobbiamo mostrarci uniti». E il sindaco Bizzozero mette un segno anche sul municipio

Indossano una maglietta bianca listata a lutto con la scritta “Adesso basta” e sventolano un pezzo di stoffa bianca, senza slogan, bandiere o simboli di alcunché. «Non siamo un’associazione né un gruppo organizzato e non vogliamo “etichette”.
Chiamateci “quelli del drappo bianco” e stop. Vogliamo vedere i drappi bianchi, tutti devono esporli ovunque», ha ripetuto a chiunque lo avvicinasse il marmista di Carugo Giuseppe Caggiano, l’ideatore di questa insolita protesta nata quasi

per caso. Ieri mattina, almeno un centinaio di persone ha risposto all’appello del marmista, titolare di un’impresa con 10 dipendenti e tentato a lasciare l’Italia per la Svizzera.
Con Caggiano c’erano artigiani, imprenditori e anche tanti dipendenti, compresi cassaintegrati e disoccupati. Assieme hanno manifestato in modo pacifico e allegro nella piazza tra il municipio e la chiesa di Carugo.
Una protesta «contro la burocrazia, le tasse e la politica attuale», come ha ripetuto l’ideatore.
Il drappo bianco, per Caggiano deve diventare il simbolo di quella che lui sogna possa diventare una rivoluzione pacifica.
«Quello che a noi interessa è coinvolgere i cittadini – ha detto il marmista – Vogliamo vedere migliaia di drappi bianchi appesi alle case, alle aziende, alle macchine, ai palazzi comunali. Deve diventare un simbolo della protesta contro un sistema che ci sta soffocando».
Alla vigilia della manifestazione organizzata ieri a Carugo, il presidente della Confederazione Nazionale dell’Artigianato di Como, Enrico Benati, aveva invitato Giuseppe Caggiano a partecipare alla vita dell’associazione «mettendoci la stessa grinta», piuttosto che limitarsi a «una voce di protesta isolata».
«Sono le associazioni che devono partecipare alle iniziative che facciamo noi imprenditori, artigiani e cittadini – ha detto ieri l’artigiano marmista – Devono seguirci, ascoltare la nostra protesta, farsi parte attiva».
La protesta dei drappi bianchi, intanto, ieri ha già incassato l’appoggio del sindaco di Cantù Claudio Bizzozero. Il primo cittadino, che già in passato si era reso protagonista di proteste contro le tasse e la burocrazia, ha partecipato alla manifestazione di Carugo e ha anche garantito l’organizzazione di una nuova tappa della protesta proprio nella Città del Mobile. Bizzozero ha promesso a Caggiano che da oggi sventolerà un drappo bianco anche dal municipio.
«Ci sarà a breve una manifestazione anche a Cantù – ha confermato il marmista – Nei prossimi giorni definiremo la data, il luogo e la modalità. Sarà un modo per mettere assieme i cittadini, per unire le forze. L’aspetto più importante della nostra protesta è l’unione. Dobbiamo farci sentire e mostrarci uniti. Torno a ripeterlo, esponete il drappo, date un segnale visivo dell’adesione».
In piazza con “quelli del drappo bianco” anche il sindaco di Carugo Daniele Colombo. «La mia è una presenza che vuole esprimere solidarietà agli artigiani e agli imprenditori – ha detto il primo cittadino – Sono contrario a proposte eclatanti sulla linea dello sciopero fiscale, ma credo sia giusto portare alla luce il disagio degli italiani, far conoscere alle istituzioni i reali problemi degli imprenditori soffocati dalla pressione fiscale, dal costo del lavoro e dalle difficoltà ad incassare pagamenti e crediti. Lo scopo deve essere portare all’attenzione le situazioni critiche e superare lo scollamento tra l’ordine del giorno dell’agenda politica e la realtà delle persone che lavorano».
Il prossimo passo sarà la manifestazione a Cantù.
«Per il resto vedremo – ha concluso Giuseppe Caggiano – Vogliamo fare le cose un passo dopo l’altro, prima di tutto siamo persone che lavorano. Dobbiamo valutare bene come sia meglio procedere. L’importante ora è vedere sempre più drappi bianchi».

Anna Campaniello

Nella foto:
Giuseppe Caggiano posa con i suoi dipendenti indossando la maglietta bianca con scritto “Adesso basta” (Mv)

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