In crescita l’indebitamento delle famiglie

alt Una ricerca della Cgia di Mestre
Giovanni Pontiggia: «Non è in discussione la propensione al risparmio»

Le banche concedono ai clienti sempre meno prestiti, ma il dato complessivo dell’indebitamento degli italiani è in costante crescita. Soprattutto nelle regioni e nelle province del Nord.
In questo quadro non troppo luminoso, Como si situa quasi ai vertici della classifica nazionale.
La realtà territoriale lariana è infatti al sesto posto negli «impieghi medi per famiglia», dietro a Lodi, Monza Brianza, Milano, Varese e Prato.
In media, ciascuna famiglia comasca

era indebitata, alla fine del 2012, per 25.467 euro. Dal 2007 allo scorso anno, la crescita del debito è stato, sul Lario, del 39,4%, poco al di sopra della media nazionale (36,5%). I numeri sono stati resi noti dall’ufficio studi della Confartigianato di Mestre (Cgia), associazione che promuove spesso analisi macroeconomiche relative a tutto il Paese.
Dalla fase iniziale della crisi (fissata al 2007) al dicembre 2012 l’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto di 134 miliardi. In termini assoluti ha toccato quota 501,58 miliardi di euro (ma la punta massima registrata negli ultimi anni è stata alla fine del 2011, con 506,2 miliardi di euro).
L’indebitamento medio delle famiglie italiane è di 19.387 euro. Un dato nettamente inferiore a quello comasco e di quasi tutte le altre province della Lombardia: da Lodi (27.831 euro) a Monza Brianza (27.628 euro), da Milano (27.407 euro) a Varese (25.968 euro).
«Niente a che vedere – sottolineano gli stessi ricercatori della Cgia di Mestre – con gli importi che caratterizzano le realtà provinciali meno esposte con il sistema bancario, tutte concentrate al Sud: Vibo Valentia (9.094 euro), Enna (8.551 euro) e l’Ogliastra, fanalino di coda di questa speciale classifica con un indebitamento per famiglia di 8.408 euro.
Bisogna specificare che la Cgia intende per «indebitamento» quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una casa, dai prestiti per l’acquisto di auto, moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili e così via.
Non necessariamente, quindi, una quota maggiore di indebitamento ha una valenza negativa.
Lo spiega Giovanni Pontiggia, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Alzate Brianza.
«Il dato dell’indebitamento è cresciuto rispetto agli anni scorsi, questo è evidente, ma le cause sono diverse e possono essere ricondotte a situazioni differenti tra loro. È molto probabile che vi sia un ricorso al credito al consumo maggiore che in passato, ma in misura controllata. In sostanza, la gente sembra essere in attesa che si risolva il problema congiunturale. La crescita dell’indebitamento non mette in discussione la tendenza al risparmio, che resta una caratteristica degli italiani», conclude Pontiggia.

Nella foto:
La richiesta di credito è cresciuta in provincia di Como di oltre il 39% negli ultimi anni

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.