In fuga dall’Afghanistan: fermate a Bizzarone due giovani e il loro “passatore”

carcere Bassone

Insieme tutti e tre, un uomo e due donne afghani, erano partiti dal porto di Igoumenitza, in Grecia, affacciato sullo Ionio e “nascosto” all’Italia dall’Isola di Corfù. In nave avevano raggiunto Bari, e da qui avevano risalito l’Italia per poi tentare il passaggio in Svizzera per raggiungere verosimilmente la Germania e il land del Baden-Württemberg. Sono però stati bloccati dalla Polizia di Frontiera di notte al valico di Bizzarone, mentre a bordo della Chevrolet Orlando con cui avevano iniziato il viaggio, cercavano di passare dall’altra parte del confine.
Ora tutti e tre si trovano in carcere, al Bassone, nella foto, in attesa dell’interrogatorio di convalida che si terrà venerdì. In cella sono finiti tre afghani, un uomo di 39 anni residente a Schriesheim, in Germania, e due donne di 25 anni e di 19, la prima di Kabul e la seconda di Kunduz, città dell’Afghanistan settentrionale, capoluogo della provincia omonima. Non si conosce molto del perché le due donne cercavano di raggiungere la Germania, e soprattutto a quando risalga la fuga dall’Afghanistan. I tentativi di interloquire sono stati molto complessi. L’uomo che era con loro è accusato di essere il “passatore”, ovvero colui che illegalmente le stava portando attraverso l’Italia e la Svizzera fino alla Germania. Le due donne invece sono state arrestate perché in possesso di documenti falsi, ovvero di un permesso di soggiorno falso che risultava essere stato rilasciato il 9 febbraio 2021 a Weisbaden, in Germania, e di un passaporto tedesco rilasciato sempre a Weisbaden il 14 gennaio 2020. Secondo le ricerche effettuate dalla polizia di frontiera, tuttavia, il passaporto delle due donne rientrava in un blocco di documenti in bianco che era stato rubato addirittura il 23 gennaio del 2015.
Le indagini sono ovviamente in corso per cercare di appurare se dietro a questo viaggio ci sia o meno una organizzazione più strutturata che abbia pianificato il trasporto dalla Grecia a Bari e poi fino alla provincia di Como.
Al momento dell’intervento degli agenti il 39enne afghano residente in Germania aveva con sé 1.500 euro. Le due donne invece avrebbero raccontato di aver pagato questo viaggio della speranza, in fuga dal loro Paese in mano oggi ai Talebani, 20mila euro.
Nelle prossime ore i tre arrestati – chiamati a rispondere di accuse diverse – verranno sentiti dal giudice delle indagini preliminari di Como. La Procura lariana, con atti a firma del pubblico ministero Maria Vittoria Isella, ha chiesto la custodia cautelare in carcere visto il rischio elevato di reiterazione dei reati nel caso che i tre dovessero tornare in libertà e vista anche la necessità di approfondire le indagini su eventuali ulteriori soggetti coinvolti.

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