Incendio di Mariano, l’interrogazione. La preoccupazione dei parlamentari Braga e Butti

La foto dell'incendio inviata da un lettore

«Il ministro Salvini promette più sicurezza, ma intanto non c’è traccia di alcuna misura concreta di sua competenza per prevenire gli episodi di incendi negli impianti di rifiuti come quello che si è verificato recentemente a Mariano». Lo dichiara la deputata Pd Chiara Braga, che alcuni giorni fa, con Alessio Butti di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione urgente in Commissione Ambiente.
«A luglio dello scorso anno – chiarisce Braga – il ministro dell’Ambiente Sergio Costa aveva annunciato che, su sua richiesta, il ministro dell’Interno aveva mandato a tutte le Prefetture una circolare affinché i siti di stoccaggio e trattamento rifiuti fossero inseriti nei Piani coordinati di controllo del territorio. Ad oggi, non sono riuscita ad avere nessuna informazione sulla effettiva esistenza di questa circolare, che a questo punto immagino sia rimasta nelle chiacchiere dei ministri Costa e Salvini».
«Nel caso della discarica di Mariano – prosegue la deputata Dem – se davvero si fosse dato corso a quanto annunciato lo scorso luglio, forse si sarebbe potuto prevenire il nuovo incendio del 25 marzo, grazie a un maggior controllo preventivo da parte delle forze di polizia coordinate dalla Prefettura di Como».
Nella sua risposta, il ministro Costa cita le “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione del rischio” diffuse alle Prefetture.
«Le Linee guida citate – interviene Butti – risultano finalizzate a qualcosa di diverso rispetto a quanto richiesto. Sull’origine, forse dolosa, degli episodi alla discarica di Mariano il ministro si è limitato a riferire che sono in corso indagini dei carabinieri, ma ricordo che i primi incendi risalgono al mese di febbraio del 2018. In più di un anno tutti avrebbero potuto e dovuto avere idee più chiare sulle cause degli episodi. Anche il silenzio sul futuro del sito lascia perplessi e preoccupati perché non consente ai cittadini di sapere cosa accade a pochi metri dalle proprie abitazioni».

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