Incendio sul monte Berlinghera: la sanzione sale a 27 milioni. L’avvocato: «Una sorta di ergastolo civile»

L'incendio di Sorico

La cifra emersa all’inizio della vicenda, già di per sè da spavento, era anche sbagliata. Non sono infatti 13 milioni e mezzo quelli chiesti ai due ragazzi per l’incendio che ha distrutto i monti di Sorico, bensì il doppio, 27 milioni di euro. Il calcolo, come avevamo scritto sul giornale di martedì, è una semplice moltiplicazione di una cifra per gli ettari di bosco distrutti. Un prospetto che è contenuto nella Legge Regionale del 2008, con importi poi aggiornati nel 2016. In pratica la tabella riporta un minimo e un massimo da pagare per ogni 100 metri quadrati distrutti. La somma complessiva (tra l’altro è stata scelta l’opzione più favorevole per i due ragazzi) era compresa tra i 13 milioni 542mila euro e i 16 milioni 251mila euro, ed è stata scelta la prima. Ma, rispetto a quanto sembrava in un primo momento, l’ammontare enorme della sanzione non era in solido tra i 22enni di Cantù e Fino Mornasco, bensì a persona. Il totale dunque è di oltre 27 milioni di euro. Una cifra talmente clamorosa che fa quasi sorridere.
Della vicenda se ne stanno interessando in questi giorni anche le televisioni nazionali. «Stiamo parlando di una sorta di ergastolo civile – ha commentato l’avvocato Ivana Anomali, che rappresenta uno dei due giovani coinvolti – Una sanzione che non ha alcun senso. Fosse stata una cifra anche alta ma abbordabile, avremmo anche tentato di pagarla, ma visti i termini non potrà che rimanere così a vita».
I due ragazzi erano parte di una comitiva che il 30 dicembre aveva raggiunto una casa di famiglia sul monte Berlinghera per festeggiare gli ultimi giorni dell’anno. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri forestali dopo il devastante incendio – che mandò in fumo un’area di circa mille ettari di cui 110 boschivi con una «ricostituzione naturale impossibile» – le fiamme presero il via proprio dal punto in cui la comitiva di amici aveva acceso una griglia su cui cuocere la carne. In quei giorni c’era l’allarme rosso per le condizioni di secco e vento.
M.Pv.

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