Incertezze sulle regole per Natale, le reazioni dei parlamentari comaschi

L’ennesima situazione di limbo fino alla vigilia degli eventi viene commentata così dai parlamentare comaschi.
«A nostro modo di vedere la valutazione è totalmente di carattere tecnico – spiega il deputato del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Currò – le scelte politiche vanno lasciate fuori da questi ambiti. Il Cts (Comitato tecnico scientifico) ha gli elementi per valutare il grado di rischio degli spostamenti nei giorni delle festività natalizie. Auspichiamo, in ogni caso, più cautela da parte dei cittadini nel rispetto delle regole di distanziamento personale per non rivedere le immagini di questi giorni nel centro città».
Dai banchi della minoranza in Parlamento giungono invece autentiche bordate verso il governo Conte.
«Sono profondamente sconcertata per le comunicazioni tardive, confuse e frammentate di questo governo – dice la deputata della Lega, Alessandra Locatelli – In un momento così delicato per gli italiani, regna la confusione e i cittadini non sanno ancora come comportarsi o cosa dovranno fare. È una mancanza di rispetto inaccettabile. Conte prenda una decisione, perché così è impossibile andare avanti. Non c’è rispetto per i cittadini, i lavoratori, le imprese, i commercianti, i baristi e i ristoratori, che dopo tanti sacrifici non meritano certo di essere trattati ancora così».
«Prudenza sì, follia no! – fa eco il compagno di partito, Eugenio Zoffili – Le ultime restrizioni diramate dal Governo rappresentano pienamente lo stato confusionale del premier e della sua squadra di ministri. Misure illogiche, contraddittorie, incoerenti che rischiano di gettare ancora più sconcerto tra i cittadini e tra gli operatori delle forze dell’ordine chiamate a farle rispettare nel concreto. Come Lega lavoreremo fino all’ultimo giorno affinché non si separino le famiglie a Natale e perché prevalgano il buonsenso e regole chiare e comprensibili».
«Confermo quanto continuo a ripetere. Stanno navigando a vista – sentenzia il parlamentare di Fratelli d’Italia, Alessio Butti – Dopo il primo annuncio i ristoratori avevano già fatto la spesa per le feste. Ora questa doccia gelata. Ci sono settori che possono tranquillamente riaprire nel pieno rispetto delle norme e sotto rigidi controlli delle forze dell’ordine. Chi sgarra paga, salatamente. Questo “stop and go”, palesa la confusione che ha in testa Conte costretto a mediare tra chi nel governo chiuderebbe tutto per dieci anni e chi addirittura toglierebbe mascherine per scampato pericolo. L’iperbole spiega la frattura nel governo. Intanto i decessi non calano, alla sanità hanno dato briciole e l’economia va a picco».

I due scenari discussi oggi dal Consiglio dei Ministri delle 18

L’area più “rigorista” all’interno del governo, con in testa il ministro della Salute, Speranza, chiede un’unica Zona Rossa in tutta Italia per l’intero periodo delle feste di Natale (dal 24 dicembre al 3 gennaio).

L’ultimo tentativo di mediazione riguarda l’apertura di una “finestra di libertà” Gialla dal 28 al 30 dicembre. Di certo nei giorni dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio bar, ristoranti e negozi rimarranno chiusi come avvenuto durante le Zone Rosse e Arancioni

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