Incidente mortale, la revoca della patente non è più automatica

Tribunale Como

«La revoca della patente ti priva delle libertà personali, non è una sanzione accessoria ma ha al contrario effetti penali». Partendo da questo assunto, e appoggiandosi a due recenti sentenze della Corte Costituzionale, l’avvocato comasco Ferruccio Felice ha avviato una battaglia (vinta nelle scorse ore) per far restituire la patente al proprio assistito che era stato protagonista di un brutto fatto di cronaca.

Nel 2016, mentre alla mattina presto si recava al lavoro, un 53enne di Dongo era stato coinvolto in un incidente mortale in cui a perdere la vita era stato un motociclista.
L’uomo aveva patteggiato due anni di reclusione e – come prevedevano all’epoca le norme – gli era stata inflitta la sanzione accessoria della revoca della patente, come era consequenziale nei fascicoli di omicidio stradale.

Nel 2019 tuttavia arrivò il primo scossone: la Consulta dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’automatica applicazione di questa sanzione accessoria della revoca della patente per quegli incidenti non aggravati dallo stato di ebbrezza del conducente o dall’uso di droga, proprio come nel caso del 53enne di Dongo che era completamente pulito.

Iniziò quel giorno il tentativo di far ottenere di nuovo la patente, commutando la revoca della stessa con la sospensione del documento. Tentativi andati a vuoto perché il giudice penale non poteva intervenire su una sanzione accessoria che tuttavia, come sostenuto dal legale comasco, «era una sanzione che, seppur formalmente amministrativa, aveva un contenuto fortemente sanzionatorio incidendo sulla possibilità per il cittadino di condurre veicoli», e quindi incidendo anche sulla liberà personale di movimento con una «afflittività concretamente più marcata anche delle stesse sanzioni propriamente penali come multe o ammende».

In soccorso è giunto un secondo recente pronunciamento della Corte Costituzionale (del 16 aprile 2021) che ha consentito al giudice dell’esecuzione di intervenire valutando una «sanzione amministrativa accessoria applicata in forza di una disposizione giudicata incostituzionale». Sempre, come nella vicenda in questione, nel caso di incidenti stradali mortali ma in cui il guidatore non era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o di alcol. L’avvocato Felice, in queste ore, è dunque tornato alla carica promuovendo un incidente di esecuzione per chiedere di nuovo la sostituzione della revoca della patente con la sospensione.

L’epilogo è arrivato e ha dato ragione al 53enne di Dongo e al suo legale.
Il giudice Andrea Giudici ha accolto l’istanza, sostituendo la revoca con la sospensione per tre anni e, essendo i fatti del 2016 (e la sentenza passata in giudicato del 2018), restituendo il titolo per poter guidare al 53enne. «Quella norma accessoria aveva effetti penali, era l’ergastolo della patente, toglieva la libertà personale – è la chiosa dell’avvocato – Ora invece non sarà più automatica la revoca della patente dopo un incidente stradale anche mortale, sempre nel caso che il guidatore non sia al volante ubriaco o sotto l’effetto di droghe».

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