Incidente nautico mortale a Lenno: giudizio immediato per la 21enne belga

Incidente mortale tra due barche nel lago di fronte a Lenno (Como)

Secondo la consulenza dell’ingegnere Massimo Bardazza, nominato dalla Procura di Como per ricostruire l’incidente nautico avvenuto davanti alla punta di Balbianello il 25 giugno della scorsa estate, quanto successo a Lenno sarebbe paragonabile a una Porsche 911 in mano ad un neopatentato che sfreccia in centro città in un giorno di mercato. Allo stesso modo, la turista belga Clea Cèlia Wuttke (21 anni appena compiuti) alla guida del potente motoscafo Master Craft da 320 cavalli, sarebbe passata a velocità sostenuta «in mezzo ad altre imbarcazioni presenti in una zona ad alta frequentazione», con la prua alzata che le impediva la visuale e con la musica ad alto volume, travolgendo il motoscafo Sea-Rey su cui si trovavano tre ragazzi della provincia di Como, tutti di 22 anni.

A perdere la vita fu Luca Fusi, di Guanzate, colpito dalla barca che passò letteralmente sopra al natante su cui si trovava. Fece appena in tempo ad avvisare gli amici che si salvarono, uno accasciandosi all’interno della barca, l’altro lanciandosi in acqua. Entrambi riportarono lesioni con una prognosi di 15 giorni e ora il loro racconto è tra le carte che accusano la giovane turista belga per cui la Procura di Como, a firma del pm Antonia Pavan, ha chiesto il processo con il giudizio Immediato. L’udienza è stata fissata in novembre.

La difesa della 20enne di Kruisem, nelle Fiandre, rappresentata dall’avvocato Massimo Schipilliti, valuterà ora se chiedere riti alternativi.
È caduta intanto una delle due accuse che era stata formulata in apertura di indagine, quella di naufragio. Rimane invece l’omicidio colposo, causato da «negligenza, imperizia e imprudenza». Secondo quanto ricostruito dalla Procura lariana, la turista del Nord Europa – che aveva la patente da circa un anno – aveva fatto salire sulla propria barca, battente bandiera belga, dieci passeggeri oltre a lei che era al timone, mentre un ulteriore undicesimo amico era al traino in quanto impegnato a fare sci nautico. Le normative regionali per le acque interne fatto però divieto di trasportare, mentre si fa sci nautico, altre persone oltre al «conducente e a un accompagnatore esperto di nuoto».

La ragazza si trova in regime di custodia cautelare praticamente dal giorno successivo all’incidente, quando venne dimessa dall’ospedale dove era stata portata in stato di shock. La misura è stata di recente modificata con una meno afflittiva, ovvero l’obbligo di firma. Clea Cèlia Wuttke tuttavia si trova ancora in Italia, nella casa di famiglia nel territorio comunale di Tremezzina.

Sono cinque le parti offese individuate dal pm: il padre, la madre e la sorella della vittima e i due amici che si trovavano con Luca Fusi sulla barca davanti a Balbianello e che rimasero feriti nell’impatto contro il natante battente bandiera belga.

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