Industriali, Lecco verso Bergamo. Saltata l’aggregazione con Como

Confindustria Como sede di via Raimondi

La brusca sterzata verso Bergamo della componente confindustriale di Lecco-Sondrio sembra ormai essere sempre più reale.
E così l’iniziale progetto di alleanza che vedeva l’associazione degli industriali comaschi incamminata su quella stessa direttrice, ovvero verso Lecco, adesso sembrerebbe trovarsi di fronte a un ostacolo tanto improvviso quanto di complessa gestione.
Lo stesso presidente degli industriali lariani Aram Manoukian a inizio gennaio aveva manifestato una certa sorpresa nell’improvvisa deviazione di Lecco verso la Bergamasca.
Tant’è, salvo improbabili ripensamenti, il territorio comasco, allineato sulla direttrice di Lecco con la Camera di Commercio che appunto tiene stretti questi due ambiti, sembra invece disallinearsi sul fronte industriale.
«Pur non entrando assolutamente nel merito delle decisioni assunte da parte degli industriali, non posso non sottolineare una certa preoccupazione. Una sinergia tra gli industriali delle stesse aree geografiche accomunate all’interno dell’ente camerale era auspicabile e sicuramente avrebbe portato ulteriori vantaggi per i nostri territori, fatto ancor più importante specialmente in un momento così complesso come quello che stiamo vivendo – spiega Salvatore Monteduro, segretario provinciale Uil Como Lecco – L’auspicio è che ciò non vada a influire sulla visione strategica unitaria che si è data la Camera di Commercio e non si vengano così a creare preoccupanti tensioni. Veniva infatti normale pensare che unire Como e Lecco sarebbe stato l’ideale, come noi stessi abbiamo fatto alcuni anni fa a livello sindacale. Poi ognuno compie le proprie valutazioni. Certo è che su temi quali il turismo o la situazione del settore manifatturiero, i territori di Como e Lecco presentano molte analogie meglio trattabili da una squadra compatta».
Perplesso, anche se ovviamente rispettoso della strada intrapresa dai vari soggetti coinvolti, anche Ivano Brambilla, segretario di Cna Lario e Brianza. «In effetti si potrebbe pensare a un disallineamento territoriale – spiega Brambilla, rinnovando la libertà di movimento dei vari soggetti – Ovviamente ci si aspettava una sinergia e un coordinamento con Lecco visti i legami, ma così non sarà salvo sorprese dell’ultimo minuto. L’importante è che una simile operazione non abbia come conseguenza quella di esiliare la nostra realtà territoriale».
Il destino dell’aggregazione industriale sembra ormai segnato e c’è chi pensa che a contribuire a questo cambiamento siano intervenute frizioni interne proprio alla Camera di Commercio stessa lo scorso novembre. Sembra infatti che la spaccatura di alcuni mesi fa possa aver lasciato il segno.
Per la precisione nel novembre scorso la relazione di accompagnamento al bilancio della Camera di Commercio di Como e Lecco aveva creato frizioni e la votazione del documento, utile a indicare dove e come utilizzare le somme previste dall’ente di via Parini, aveva visto l’astensione di Confindustria Como, Cna, Confesercenti Como, Compagnia delle Opere e l’ambito assicurativo e del credito.
Uno scontro poi ripianato con la successiva approvazione del documento, ma che potrebbe aver lasciato degli strascichi. «Non entro nel merito delle decisioni – dice Gaetana Mariani, che nella giunta della Camera di Commercio di Como Lecco rappresenta proprio gli industriali di Como – ma non vedo criticità. Noi lavoriamo da tempo, con assiduità e profitto insieme ai colleghi di Lecco. Non vedo motivi per cui tale decisione potrebbe avere ripercussioni negative».
Di più ampio respiro il ragionamento di Umberto Colombo, segretario provinciale Cgil Como. «Fondamentale a prescindere dalle aggregazioni territoriali è il fatto che il Comasco sappia far sentire adeguatamente la propria voce in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo. In ballo c’è la ripresa dell’economia, il futuro dei giovani e quindi abbiamo bisogno di un governo stabile e di fermezza nel perseguire interventi decisivi come una riforma degli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.