Influenza, il virus sarà aggressivo. Il picco dell’epidemia è atteso tra fine gennaio e inizio febbraio

Vaccinazioni dal 12 novembre a metà dicembre
«La vaccinazione antinfluenzale è sicura ed efficace. La campagna preventiva è un importante intervento di sanità pubblica, indispensabile per proteggere dalle complicanze i soggetti a rischio e per frenare la diffusione dell’epidemia. Il virus atteso quest’anno è più aggressivo di quello delle passate stagioni invernali e colpirà soprattutto tra fine gennaio e inizio febbraio». Il direttore sanitario dell’Asl, Carlo Alberto Tersalvi, sintetizza, quasi come in uno spot, i benefici
della campagna antinfluenzale, al via sul Lario il prossimo 12 novembre.
L’obiettivo dichiarato è vaccinare almeno il 70% dei 110mila comaschi che fanno parte delle categorie a rischio e che potranno dunque ricevere gratuitamente il farmaco.
Nell’elenco compaiono tutte le persone che hanno compiuto 65 anni, i malati cronici, diabetici, cardiopatici e i soggetti con altre patologie, ma anche gli operatori dei servizi essenziali per la comunità e chiunque assista costantemente una persona a rischio.
La campagna vaccinale parte con qualche giorno di ritardo rispetto agli anni scorsi.
«Non c’è alcuna fretta e chiediamo ai comaschi di evitare una corsa al vaccino nei primi giorni di campagna – dice Tersalvi – Abbiamo fatto uno sforzo per semplificare il più possibile le modalità di accesso e non abbiamo alcun problema di rifornimento del farmaco. Sarà possibile effettuare l’iniezione fino alla metà del mese di dicembre e non c’è alcuna fretta».
I medici di medicina generale vaccineranno in ambulatorio i pazienti over 75 e, a domicilio, tutti i malati costretti a letto, indipendentemente dall’età. Per gli altri soggetti a rischio, l’invito è quello di rivolgersi agli ambulatori dell’Asl e alle strutture sanitarie che collaborano alla realizzazione della campagna preventiva.
«Il ruolo del medico di famiglia è fondamentale per effettuare le vaccinazioni – spiega il presidente dell’ordine dei medici, Gianluigi Spata – ma prima ancora per informare correttamente i pazienti, cancellare eventuali dubbi, tranquillizzarli e motivarli. Ci auguriamo che l’adesione alla campagna preventiva sia elevata, soprattutto tra le categorie a rischio. Chi non ha diritto ad avere gratuitamente il farmaco, ma vuole comunque vaccinarsi, può comprare il medicinale in farmacia e poi rivolgersi al medico di famiglia».
Nei giorni scorsi, lo stop di milioni di dosi di vaccino di due importanti case farmaceutiche ha creato allarme e paura. «L’intervento delle autorità sanitarie è una dimostrazione concreta dell’efficacia dei sistemi di sicurezza – spiega Corrado Zuliani, responsabile del servizio farmaceutico dell’Asl di Como – I vaccini utilizzati, acquistati tramite la centrale regionale di acquisto lombarda, sono sicuri sia per quanto riguarda la fabbricazione sia per la gestione. Le dosi saranno disponibili già nei prossimi giorni e non abbiamo problemi di approvvigionamento».
Chiariti i dubbi sul vaccino, gli esperti dell’Asl di Como mettono in allerta su un virus che si annuncia più aggressivo di quelli delle passate stagioni.
«La forma influenzale attesa quest’anno sarà più “forte” – conferma Cristina Della Rosa, direttore del dipartimento cure primarie – I sintomi saranno quelli classici: febbre alta, dolori muscolari, tosse e mal di gola che però saranno decisamente intensi. È bene ribadire che l’influenza è provocata da un virus e che è importante non prendere antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico. L’influenza è attesa tra la fine di dicembre e l’inizio del nuovo anno, mentre il picco dell’epidemia dovrebbe manifestarsi tra fine gennaio e inizio febbraio».
La responsabile del settore vaccinazioni dell’Asl di Como, Annalisa Donadini, ricorda poi le norme fondamentali per la protezione individuale. «Sono regole dettate dal buon senso – spiega – ma spesso disattese. Bisogna in particolare lavare le mani spesso e accuratamente, coprirsi la bocca e il naso in caso di colpi di tosse e starnuti e, soprattutto, restare a casa in presenza di evidenti sintomi influenzali per evitare la diffusione del virus».

Anna Campaniello

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