Infortuni, la Cisl chiede più controlli. «Dal 2017 indicatori in costante peggioramento»

La crescita degli infortuni sul lavoro, registrata purtroppo anche in provincia di Como, spinge il sindacato a chiedere nuovi interventi e politiche mirate a contrastare un fenomeno sempre più allarmante.«La Lombardia è la sola regione del Nord Italia, assieme alla provincia autonoma di Bolzano, che rileva un dato infortunistico con esito mortale in aumento rispetto allo stesso periodo del 2018 (gennaio-luglio) – sottolinea la Cisl dei Laghi in un comunicato – e nella nostra regione non soltanto crescono le denunce di infortunio sul lavoro ma anche le denunce di malattia professionale, passate dalle 2.554 del periodo gennaio-luglio 2018 alle 2.625 dei primi sette mesi di quest’anno». Numeri che, a detta dei dirigenti di via Brambilla, devono far riflettere.«Siamo ormai dal 2017 in presenza di un andamento degli indicatori di salute e sicurezza nel lavoro in chiaro peggioramento – spiegano dalla Cisl dei Laghi – e ancora non vediamo un cambiamento di passo nella risposta delle istituzioni che pure hanno la responsabilità di intervenire per garantire un lavoro sano e sicuro».La prima azione da fare, secondo la Cisl, è «il rafforzamento delle attività ispettive e di controllo del rispetto delle norme antinfortunistiche, per promuovere una diffusa cultura della prevenzione e una migliore gestione dei rischi nel lavoro. Bisogna mettere i servizi di prevenzione delle Ats, cui compete l’attività di vigilanza nelle aziende, in una condizione di maggiore operatività, aumentando le dotazioni organiche. Le risorse non mancano – conclude la Cisl dei Laghi – ogni anno la Regione Lombardia recupera circa 8 milioni di sanzioni che obbligatoriamente la legge vuole siano impegnate nell’attività di prevenzione».