Iniziative neofasciste sul lago, nuovo appello dell’Anpi

Anpi

Rimane al momento senza ascolto l’appello pubblico lanciato alle istituzioni dall’Anpi, dai partiti del centrosinistra, dai sindacati confederali e da molte associazioni affinché siano impedite le manifestazioni di domani, 26 luglio, previste a Dongo e a Giulino di Mezzegra in ricordo dei gerarchi fascisti e di Benito Mussolini, giustiziati dai partigiani 75 anni fa. Ieri mattina, in una conferenza stampa convocata a Como, l’Anpi ha ribadito l’assurdità e la «gravità» di una «messa in scena nostalgica», così come «la responsabilità delle autorità che, anche quest’anno, hanno, almeno finora, deciso di dare via libera alla manifestazione».

Le varie sigle che hanno firmato l’appello hanno pure ricordato quanto scritto nella «Costituzione e nella Legge 25 giugno 1993, numero 205», la cosiddetta legge Mancino che all’articolo 4 punisce «con la reclusione da sei mesi a due anni chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». D’altronde, di che cosa si tratti domani si può facilmente comprendere grazie al testo del comunicato redatto dagli organizzatori dell’evento, e in particolare dall’associazione culturale intitolata a Mario Nicollini, ex combattente della Rsi che per decenni ha presieduto il 28 aprile di ogni anno la commemorazione del duce a Giulino. «L’associazione sarà presente domenica 26 luglio a Dongo – si legge – per rendere onore ai martiri fucilati e a Giulino di Mezzegra per la cerimonia di rimembranza con la santa benedizione e posa della corona alla lapide del Cavaliere Benito Mussolini e della Signora Claretta Petacci. Durante il blocco causa Covid-19 gli esponenti dell’associazione avevano comunque reso onore il 28 aprile con una corona e avevano promesso che l’appuntamento con la Storia sarebbe stato solo rimandato».
Come ricordato dalla deputata Pd Chiara Braga, «è inutile nascondersi dietro l’ipocrisia del ricordare solo i fatti storici o del pregare per le persone. Le due celebrazioni organizzate dai neofascisti sono volte a mitizzare il fascismo e sono in contrasto con i valori e principi della democrazia e della Costituzione».

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