Innamorato ma non corrisposto: a processo per tentato omicidio

Tribunale di Como, Palazzo di Giustizia

È accusato di una lunga serie di reati: tentato omicidio, violenza privata, furto, stalking e pure evasione. Si è aperto nei giorni scorsi un processo collegiale a carico di un 51enne che si era invaghito di una addetta alle pulizie della struttura che lo ospitava, andando poi ben oltre alle dimostrazioni di affetto. L’uomo, al momento dei fatti poi finiti sul tavolo del pubblico ministero Mariano Fadda (episodi avvenuti nel luglio del 2018), era ai “domiciliari” per altri reati in una struttura dell’Olgiatese. Proprio qui si sarebbe invaghito della donna, che effettuava le pulizie nella struttura, amore non corrisposto che avrebbe scatenato la reazione finita al centro dell’attenzione della Procura.
In un episodio datato 3 luglio 2018, a bordo dell’auto della vittima, avrebbe prima cercato di strangolarla «con entrambe le mani alla gola con l’intento di soffocarla», poi le avrebbe sbattuto il volto contro il volante. La vittima sarebbe però riuscita a divincolarsi e a fuggire, sottraendosi dunque a quello che è stato contestato come un tentato omicidio.
Non contento, l’imputato avrebbe a questo punto rubato l’auto della donna da cui la vittima era scesa repentinamente per fuggire all’aggressione.
Furto che sarebbe avvenuto lungo via Varese ad Appiano Gentile.
Come se non bastasse, una volta ricondotto in carcere, il 51enne avrebbe continuato a molestare la signora con messaggi telefonici e telefonate utilizzando l’utenza in uso a un altro detenuto, mandandole lettere manoscritte persecutorie e «prospettandole mali ingiusti all’indirizzo suo e delle figlie». Insomma, una mole notevole di accuse – cui si è aggiunta anche l’evasione dai domiciliari in cui si trovava nei giorni dell’aggressione – che sono confluite nel processo collegiale che si è aperto nelle scorse nel Tribunale di Como.

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