Insubria e Politecnico incontreranno il Comune

Coen Porisini: «Sarò lieto di confrontarmi con l’assessore all’Urbanistica»
Dopo un’intensa settimana di dibattito l’argomento campus torna dove era partito, ossia dal neoeletto rettore dell’Università dell’Insubria, Alberto Coen Porisini.
Erano state
le sue dichiarazioni ad accendere la miccia e a fare partire la discussione sulla necessità o meno che l’ateneo lariano abbia un campus nell’aera di San Martino. Coen Porisini, pur spiegando che il concetto di università moderno si sta sviluppando sul modello del campus, aveva anche realisticamente esaminato la situazione comasca, con due poli che si sono sviluppati in questi anni, uno giuridico-umanistico nell’area di Sant’Abbondio e l’altro scientifico in via Valleggio.
«Oggi siamo andati troppo in là per spostare i poli universitari in un terzo luogo – aveva detto Coen Porisini – Un simile progetto richiederebbe un impegno degli enti locali totale, che finora non c’è stato, e tempi molto lunghi. Io voglio ragionare oggi sull’arco temporale del mio mandato. E l’obiettivo mio e del professor Colangelo sarà consolidare quello che abbiamo in via Valleggio e a Sant’Abbondio».
Apriti cielo. La dichiarazione in breve tempo ha fatto il giro di tutti gli attori che gravitano sul Lario attorno all’università.
Dal sindaco di Como, Mario Lucini, all’associazione Univercomo, dal Politecnico, all’Accademia Aldo Galli. Tutti pronti a difendere il campus di San Martino.
«L’idea di recuperare l’area del San Martino e creare il campus universitario è tutt’altro che tramontata», aveva detto il sindaco Lucini. La palla era poi passata all’assessore all’Urbanistica. Lorenzo Spallino, in realtà, a pochi giorni dal suo insediamento aveva espresso il suo scetticismo sul progetto: «Sul campus sono molto scettico – aveva dichiarato – prima di ogni altra cosa va valutata la sostenibilità dell’operazione che riguarda aree di pregio ambientale. Si deve inoltre spiegare che fine faranno le strutture già realizzate. E in ogni caso, prima di esprimermi credo che si debba avere un disegno strategico complessivo. Una pianificazione a macchia di leopardo, oggi, è intollerabile».
E sul tema dello sviluppo delle università nel capoluogo, l’assessore Spallino è tornato l’altro giorno attraverso la sua newsletter.
«Il Comune ha fatto la sua parte – ha scritto – le università dicano che cosa vogliono fare, ci spieghino da qui a vent’anni quale sarà lo sviluppo reale delle varie sedi».
Una sorta di aut aut contro la polverizzazione delle sedi, 17 tra Politecnico e Insubria in 12 edifici.
E la risposta del neoeletto rettore non è tardata a venire. «Quando mi insedierò come rettore – spiega il professor Coen Porisini che entrerà in carica solo il prossimo 1° novembre – sarò lieto di incontrare l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como, Lorenzo Spallino. Come sarò felice di incontrare i rappresentanti degli altri enti locali per discutere dello sviluppo dell’Insubria».
Coen Porisini getta poi acqua sul fuoco. «Certe polemiche sembrano alimentate ad arte e non è semplice discutere di simili argomenti sui giornali – dice ancora – Lasciatemi il tempo di entrare in carica e affronterò tutti gli incontri a livello istituzionale. Io e il prorettore di Como, Giuseppe Colangelo, crediamo molto nel dialogo e parleremo con tutti gli enti che oggi si dicono preoccupati».
«Posso solo ribadire la mia massima disponibilità ad affrontare questi temi nei luoghi e nei tempi deputati», conclude.
Il problema dalle pagine dei giornali e dalle newsletter si sposta insomma principalmente nelle sedi istituzionali.
Non raccoglie la provocazione dell’assessore Spallino ed è pronta a proseguire il dialogo sullo sviluppo futuro del proprio ateneo anche la prorettrice del Polo Territoriale di Como del Politecnico di Milano, Maria Antonia Brovelli.
Lorenzo Spallino aveva accusato la mancanza «di una pianificazione dall’altra parte del fiume, quella delle università, alle quali ho chiesto, tramite il presidente di Univercomo, di avere una cosa molto semplice: una linea temporale che dica da qui a vent’anni (senza impegno…) quale sarà lo sviluppo delle sedi universitarie in città».
«Siamo contenti – dice la professoressa Brovelli – che l’assessore Lorenzo Spallino abbia a cuore il tema del campus a Como. Dal canto nostro proseguiremo, come abbiamo fatto in passato e nell’ultimo periodo, a sviluppare l’idea in accordo con l’amministrazione comunale e con gli altri soggetti coinvolti nel progetto».
Così si chiude anche questo round tra università e Palazzo Cernezzi, con la promessa di un incontro formale in cui parlare del futuro. Campus di San Martino, college, Manica lunga di Sant’Abbondio, biblioteca di Giurisprudenza, cantiere infinito di via Valleggio. I temi da discutere nell’incontro non mancano certo.

Paolo Annoni

Nella foto:
Studenti universitari all’open day organizzato dall’Insubria nel chiostro di Sant’Abbondio. Ma i tempi per il campus di Como non sembrano ancora maturi

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