Interazioni urbane con cinque artisti lariani

Lorenzo Guzzini, opera "Arco"

Como laboratorio di riflessione sugli spazi urbani, sulla loro vivibilità presente e futura, sulle loro contraddizioni. Ha titolo per farlo, come città di frontiera, e culla dell’architettura razionalista e museo a cielo aperto di Giuseppe Terragni e di tanti altri maestri del Novecento, che giusto cinquant’anni fa ospitò “Campo urbano”, una pionieristica sperimentazione a cura del critico e storico dell’arte Luciano Caramel che portò l’arte in mezzo alle piazze e alle strade della città, non senza creare polemiche.
Speriamo che la città sappia celebrare degnamente l’anniversario: qualcosa si muove all’orizzonte, tra iniziative volte a storicizzare l’evento ed altre che ne trarranno spunto per guardare alla contemporaneità. Ad esempio, si preannuncia un ricordo dell’evento nell’ambito di “Campo Quadro”, il nuovo spazio espositivo della Pinacoteca di Palazzo Volpi, per settembre.
Intanto a due passi da piazza Roma, area strategica a sua volta al centro del dibattito degli anni recenti sul centro storico di Como, la galleria d’arte “Francesco Corbetta Studio” di Francesco Corbetta, in via Rodari, che è a sua volta insieme laboratorio di fotografia, sede di mostre, cenacolo di artisti e palestra di idee, si appresta a ragionare sul tema della città.
Sabato sarà varato il secondo momento di una mostra collettiva, Cities_exhibition che dietro a un titolo in inglese per catturare attenzione presso il distratto pubblico di oggi (mossa però obbligata in una città a vocazione turistica internazionale) invita a ragionare proprio sul tema della città. Gli artisti in mostra sono tutti comaschi, con un’attività pluriennale alle spalle. A cura di Francesca Lucioni tornano ad esporre Lorenzo Butti, Enzo Santambrogio, Andrea Greco, Lorenzo Guzzini e Pablo Bermudez. Il tema è “Interazioni”. L’inaugurazione sarà come detto sabato 9 alle 18 e la mostra sarà visibile fino al 28 febbraio con ingresso libero.
«Il concetto di città rimanda a qualcosa di meramente fisico; spazi e strutture sensibili. Sul fronte opposto tale termine facilmente si collega alla trama di rapporti che si costituisce da chi, questi spazi, li vive e li abita. Tali aspetti, apparentemente distanti, si plasmano vicendevolmente: il tessuto urbano è una rappresentazione tangibile di quella realtà intangibile che è la società che lo abita» sottolinea la curatrice Francesca Lucioni.
Ma il fascino delle città consiste anche nella loro natura profonda di organismi mutevoli, ed ecco che l’arte contemporanea, con la sua varietà di stili e strumenti espressivi, si trova a proprio agio quando è chiamata a interpretarne la costante metamorfosi, la vocazione al rinnovamento nei casi più virtuosi e quella al declino, nei casi meno virtuosi.

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